Nell’estate del caldo record è crisi idrica nel Lazio. E la scarsità d’acqua scatena una battaglia tra la Regione e l’Acea – nella quale entra a gamba tesa il Pd nazionale – con il concreto rischio di razionamenti a turno nei quartieri di Roma. Dopo la decisione di sospendere il prelievo dell’acqua del lago di Bracciano per tutelare le riserva idrica della Capitale, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti lancia l’allarme e il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti gli fa eco: “Quella di Bracciano è la più grave emergenza idrica nell’Italia centrale, è possibile l’attivazione dello stato di emergenza“.

Zingaretti: “Problema grave, l’acqua sta finendo” – “È una tragedia. Il livello del lago di Bracciano si è abbassato con il rischio di catastrofe ambientale. Abbiamo tempo 7 giorni per trovare tutte le soluzioni al fine di limitare al massimo il disagio per i cittadini, ma è sbagliato chiudere gli occhi – attacca il presidente – Il problema c’è ed è grave. Sta finendo l’acqua a Roma”. “Acea preleva dal lago di Bracciano solo l’8% di tutto il fabbisogno e quindi immagino una quantità non importante dell’acqua – aggiunge – Per ridurre al massimo i disagi, ha stabilito degli orari di eventuale blocco“. Il governatore ha poi aggiunto a Tgcom24: “Basta andare con una fotocamera a Bracciano per capire che sta accadendo l’inimmaginabile. Far uscire l’acqua dai rubinetti è un diritto ma dobbiamo fare i conti con un problema enorme che è la siccità. Mi piacerebbe invitare qui Donald Trump per fargli capire cosa significa non rispettare gli accordi sul clima“.

La replica di Acea: “Atto inutile e illegittimo” – L’Acea – controllata dal Comune di Roma – però non ci sta. Fonti interne confermano a Ilfattoquotidiano.it che l’allarme era stato lanciato già in primavera “in tutte le sedi istituzionali”. Mentre la replica ufficiale è comunque durissima: “Riteniamo quest’atto della regione abnorme e illegittimo ma soprattutto inutile per il lago di Bracciano, dal quale vengono prelevati 86 mila metri cubi al giorno, che sono pari un abbassamento di 1,5 millimetri, ma è profondo 164 metri. Azzerare la derivazione creerà pesantissimi disagi per gli abitanti”, spiega Paolo Saccani, presidente Acea, ai microfoni di Sky tg24. Una battaglia inutile, quella del governatore del Lazio perché “azzerare la derivazione fa risparmiare 1,5 cm ma da qui a 7 giorni non troveremo nessuna soluzione se non razionalizzare l’acqua a Roma e ai romani, al Vaticano, ai palazzi istituzionali, alle attività produttive”.

Raggi: “Assicurare l’acqua ai romani” – “Non faremo certo un bene all’immagine di Roma e dell’Italia e tutto per un centimetro e mezzo. Noi l’acqua non la fatturiamo, le soluzioni le abbiamo esposte al presidente della Regione in una mia lettera del 4 luglio scorso”, continua Saccani prima di ammettere che in effetti il lago si è “abbassato di 90 centimetri rispetto allo scorso anno”, ma sono già in atto delle misure per “ridurre la derivazione”. Interromperla, però, sostiene, “è un atto irresponsabile”. Sull’emergenza è intervenuta anche la sindaca Virginia Raggi che ha chiesto a Regione e Acea di “fare il possibile per assicurare l’acqua ai romani, ai vigili del fuoco, alle attività commerciali” e ricorda che l’amministrazione capitolina è stata tra “i primi a denunciare la situazione drammatica del lago di Bracciano e anche a subire critiche ingiustificate per alcune misure che con largo anticipo abbiamo messo in campo per evitare l’emergenza”.

Galletti: “Situazione critica, possibile stato emergenza” – Per il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, “il lago di Bracciano si trova nella più grave emergenza idrica registrata nell’Italia centrale, in un quadro italiano in cui sono molte le situazioni difficili dovute alla siccità”. Il quadro, spiega il ministro, è monitorato “da tempo attraverso l’Osservatorio permanente che proprio nell’ultima riunione ha deciso il passaggio per il Lazio a una condizione di severità idrica alta: ciò permette di attivare sia le procedure a sostegno del settore agricolo che la concessione eventuale dello stato di emergenza da parte della Protezione Civile, su richiesta regionale”. C’è da scongiurare, prosegue Galletti invitando le parti alla collaborazione, “innanzitutto un danno ambientale per il lago e allo stesso tempo evitare un disagio forte a migliaia di cittadini romani”.

Pd: “Terrorismo psicologico, Raggi fa melina” – Nel pomeriggio, anche il Pd nazionale entra a gamba testa. Ricostruendo la genesi (a loro avviso) dei problemi, i parlamentari dem Emiliano Minnucci, Fabio Melilli, Andrea Ferro, Ileana Piazzoni e Marietta Tidei accusano Acea di “fare terrorismo psicologico” sulla turnazione idrica e la sindaca di Roma di “fare melina“.  Dalle dichiarazioni di Acea delle scorse settimane, dicono i deputati del Pd, “si evince che il venir meno dell’apporto del lago non avrebbe comportato una situazione così allarmante come Acea oggi vuol far pensare” e quindi la municipalizzata, invece, “di iniziare questa indegna campagna di terrorismo psicologico, pensi a investire una parte di quei 70 milioni annui di utili al fine di trovare soluzioni adeguate e continuare a garantire il normale servizio idrico anche nella Capitale”. Mentre la Raggi, continuano i parlamentari, “non può continuare a lasciare le responsabilità esclusivamente agli altri” ma “ha il dovere di uscire allo scoperto e onorare i suoi compiti e i suoi doveri”, ovvero, sostengono “iniziasse a imporre ad Acea il silenzio, tanto da mettere fine a questo allarmismo, invitandola di contro a lavorare al fine di garantire ai romani il corretto e normale utilizzo del servizio idrico”.

Blocchi: senza soluzioni si inizia venerdì – La polemica fa seguito alla decisione della misura “obbligata” – come sottolineato dalla multiutility – della Regione Lazio, che ha ordinato da venerdì 28 luglio e fino al 31 dicembre 2017 la sospensione del prelievo dal lago di Bracciano, riserva idrica della Capitale. A motivare la scelta dell’amministrazione regionale sono innanzitutto le “condizioni di deperimento del lago”. Ma l’Acea punta il dito contro l’atto, “unilaterale e illegittimo, che – avverte – comporterà importanti e gravi conseguenze per i cittadini di Roma”.