Ecofuturo 2017: fotovoltaico batte carbone! Il monumento funebre all’aratro e il tramonto del gasolio.

A Padova, 12/16 luglio al Fenice Green Energy Park (un posto pazzesco!)

L’idrico non è ancora riuscito ad arrivare sotto il prezzo del gas e del carbone ma il fotovoltaico e l’eolico ci sono riusciti. Il crollo del prezzo degli impianti ha decapitato le tecnologie concorrenti. Nei climi più caldi il costo del kilowatt dal sole ha battuto quello del carbone e del gas arrivando, nelle grandi aste, a 3 centesimi di dollaro per kW. E si prevede che nei prossimi 10 anni il fotovoltaico batterà il carbone anche nei climi temperati. Il pianeta ha vinto. È il giro di boa.

Fino a quando le tecnologie rinnovabili costavano più delle fossili si doveva sperare solo nella bontà d’animo delle persone. Adesso sono i soldi a parlare. E questo non riguarda solo la produzione di energia. Ci sono decine di tecnologie ormai mature che sono sull’orlo di invadere il mondo.

Il gas liquido può sostituire il gasolio nella trazione e sulle imbarcazioni. Iveco già produce mezzi pesanti a gas liquido. A Ecofuturo presenteremo il sistema di Ecomotive Solution per convertire a metano le auto diesel. Quello che prima era possibile solo con le auto a benzina ora si può anche con i mezzi a gasolio. Lo stop al gasolio nelle città è teoricamente possibile. Ci vorranno anni ma succederà. E la prova è che anche alcuni petrolieri hanno iniziato a investire sul gas liquido, il biodiesel da scarti alimentari, alghe e coltivazioni non commestibili in aree agricole marginali. Eni sta convertendo al biodiesel Marghera e Gela. E se lo fanno vuol dire che si può raggiungere quantomeno il pareggio del biocarburante col petrolio. E se il petrolio torna a risalire non sarà più pareggio, sarà convenienza.

L’anno scorso venni deriso da alcuni commenti per la questione della morte dell’aratro. A un anno di distanza vediamo crescere i successi della sperimentazione su grandi appezzamenti. Lo so che pare impossibile ma nonostante si sia fatto così per cinquemila anni oggi si è scoperto che conviene NON rivoltare il terreno. Portare in superficie il terreno che sta sotto provoca un orrendo massacro di miliardi di microorganismi che sono la fertilità del suolo. Poi ci devi mettere chilotoni di concime.

Oggi si usano attrezzi che fessurano il terreno o lo bucherellano, senza rovesciarlo e si unisce questa tecnica con la copertura con materia organica, un ciclo nel quale entrano in gioco anche i prodotti della fermentazione degli scarti vegetali e del letame. Fermentazione estremamente conveniente perché può alimentare impianti per il biogas.

Questo ciclo, oltre ad essere più efficiente ha il vantaggio di arricchire progressivamente il terreno. Ma l’aspetto fondamentale è che seguendo questa metodologia si imprigiona anidride carbonica (Co2) nel terreno. Lo studio Ecofis spiega che se l’agricoltura mondiale fosse gestita con questo metodo potrebbe compensare da sola le attuali emissioni di Co2!

Il salto di qualità nell’agricoltura è strettamente connesso con un progetto globale di riordino tecnologico.

Un percorso che richiedeva in Italia una serie di passaggi di sburocratizzazione e salti tecnologici.

Le auto elettriche vincono sulle tradizionali se si produce energia ecologica a basso costo (fatto!).

La produzione di biogas è possibile se i materiali di risulta non devono essere conferiti in discarica come fossero scarti industriali (fatto!).

La produzione di biogas aumenta se i Comuni non sono più obbligati a conferire in discarica gli sfalci e le potature (fatto!) e se i produttori di olio e agrumi non sono costretti a conferire gli scarti ma riescono a produrre biogas anche da residui con alta percentuale di antiossidanti (fatto!).

La produzione di biogas diventa più conveniente se si può utilizzare per alimentare auto (fatto!).

Le auto elettriche si diffondono più rapidamente se la legge non vieta più la conversione di mezzi a benzina in elettrici (fatto!).

La conversione dei mezzi pesanti diesel a gas liquido va più veloce se è finanziata (fatto!).

La conversione delle auto diesel a gas è possibile se esiste un kit di conversione (fatto!)

L’agricoltura diventa più conveniente e può imprigionare Co2 se i contadini possono vendere direttamente il biogas agli automobilisti (quasi fatto).

Ultima buona notizia, sennò fai indigestione, è che a Ecofuturo presentiamo una tecnologia che permette di resuscitare gli impianti a pirolisi. La pirolisi è quella che si vede nel film “Ritorno al futuro” quando un’auto viene rifornita con gli scarti di una friggitoria buttati in un cilindro lucente. Già quando questo film uscì esistevano auto a pirolisi. Funzionano perché a 400 gradi le sostanze organiche si scindono in gas e cenere. E il gas alimenta il motore. Il problema è che sono state messe sul mercato tecnologie non mature e in pratica decine di grandi impianti, da un megavatt e più, sono stati chiusi. Ora la Legnoenergia dopo aver risolto i problemi del suo impianto, si è messa ad aggiustare quelli degli altri. Risorse enormi paralizzate che tornano a produrre. Una scommessa che alla fine stiamo vincendo. Certo è stupefacente quanto sia difficile e tortuoso questo percorso di conversione dell’economia del petrolio.

Bisognerebbe scrivere dei romanzi thriller che raccontino di come grandi opportunità siano state bruciate, ritardate, sabotate, non capite.

Una storia più appassionante di 007.

 

Per info e programma: http://festivalecofuturo.myblog.it/