In questi giorni a Modena stiamo vivendo un periodo di attesa ansiosa rispetto al concerto/evento di Vasco Rossi. Si prevede che possano arrivare fino trecentomila persone in una cittadina che conta 180mila abitanti. Un paziente vigile urbano mi racconta che tutte le forze dell’ordine sono state precettate e saranno implementate con oltre un migliaio fra forze di polizia e militari. Il timore che emerge è che possano scatenarsi reazioni di panico. Un amico primario verrà coinvolto 12 ore al giorno e nei giorni precedenti ha l’onere di dimettere più persone possibili per avere posti letto per emergenze.

Si tratta di un evento così grande che mi ha fatto venire in mente la canzone in cui il cantante inneggia a una vita spericolata, di quelle “che non è mai tardi, di quelle che non dormo maaai”, una vita “piena di guai”.

Nella classificazione psichiatrica esiste la diagnosi di Disturbo di personalità borderline che descrive in modo dettagliato le caratteristiche di una fetta di persone, tra il 2/4% della popolazione, che a seguito di un perdurante senso di vuoto interiore vive in modo spericolato al fine di riempire temporaneamente il suo malessere. Il termine borderline esprime il concetto di essere ai bordi di una linea che demarca la normalità dalla patologia.

Ma chi definisce cosa sia la normalità? Spesso svolgendo l’attività di medico psicologo me lo sono chiesto in quanto ritengo che la libertà, anche di sbagliare, sia un bene così rilevante da apparire intangibile. Sono le stesse persone che soffrono a definire quando la loro difficoltà diviene insopportabile o in alternativa sono i familiari o le istituzioni che segnalano comportamenti anomali. Prima che nella comunità scientifica si arrivasse alla definizione di borderline si parlava di personalità psicopatiche e come corollario si affermava che si trattava di “coloro che soffrono e fanno soffrire gli altri”. La storia di queste persone viene descritta come caratterizzata da relazioni interpersonali intense ed instabili, impulsività con comportamenti autodistruttivi (gioco, alcol, droghe, tentati suicidi, sesso smodato ), cambiamenti di umore repentini e rabbia continua con aggressioni e violenze. Su tutto prevale il senso di noia e vuoto con persistente timore di essere abbandonati.

Definire dove inizi la patologia è arbitrario e soprattutto rischia di includere fra coloro che deviano da una “normalità” solo supposta o predefinita anche personalità geniali o artistiche. Ad esempio secondo le attuali classificazioni presumibilmente molti artisti come Gauguin, Van Gogh, Leopardi, Pollock ed altri sarebbero stati considerati dei malati. Magari se fossero stati curati non avrebbero prodotto le loro opere geniali per vivere una vita più normale.

Per persone come me, che non hanno vissuto una vita spericolata o piena di guai, andare a sentire Vasco Rossi rappresenta simbolicamente quel senso di libertà interiore che abbiamo sopito. Per questo ci identifichiamo per un attimo con questo rocker e apprezziamo le sue melodie. Le canzoni liberano, per un breve periodo, una parte del nostro inconscio che continuamente teniamo a freno.