Che il numero uno di una partecipata pubblica risponda punto per punto ai rilievi della Corte dei Conti sul suo bilancio è una mossa perlomeno poco ortodossa. Diventa un azzardo se il documento viene poi pubblicato sul sito della società, sotto il link alla relazione dei magistrati contabili. E si trasforma in un boomerang se i contenuti di quelle sei pagine diventano oggetto di un esposto all’Anac (che l’ha già assegnato l’esposto agli uffici di competenza per valutarne i contenuti) e alla Procura di Roma. Succede alla Sogesid, controllata al 100% dal Tesoro e braccio operativo del ministero dell’Ambiente nel settore delle bonifiche e della tutela delle risorse idriche. Nell’esposto si ipotizza, tra l’altro, che le perdite di bilancio dell’azienda siano state “mascherate” grazie agli sgravi contributivi su centinaia di contratti a tempo indeterminato attivati nel 2015. Sgravi goduti due volte, sostiene la denuncia, grazie al meccanismo delle tariffe versate dal dicastero di Gian Luca Galletti per i servigi dei dipendenti Sogesid.

Staderini solo al comando – L’esposto mette sotto accusa la gestione del presidente e amministratore delegato Marco Staderini proprio mentre si gioca il tutto per tutto. A giorni infatti il ministero dell’Economia, unico azionista, nominerà i nuovi vertici di Sogesid. Staderini, classe 1946, ex ad di Acea ed ex consigliere Rai, si gioca il tutto per tutto. Avendo superato i limiti di età, ha dato disponibilità a rimanere anche a titolo gratuito. E a maggio, in previsione del rinnovo imminente, ha inviato alla presidente della sezione del Controllo sugli enti della Corte dei Conti, ai capi di gabinetto del ministero dell’Economia e di quello dei Trasporti e al segretario generale del ministero dell’Ambiente le sue “precisazioni” rispetto all’ultima relazione sulla gestione finanziaria di Sogesid scritta dai magistrati contabili per il Parlamento. “Può capitare che qualche dato venga interpretato male. Non c’era alcuna vena polemica”, dice a ilfattoquotidiano.it. Nel frattempo, visto che l’assemblea si riunirà tra pochi giorni “ed è giusto che a nominare il nuovo direttore siano i nuovi vertici”, con un ordine di servizio firmato di suo pugno si è assegnato l’interim alla direzione Amministrazione e contabilità per il supporto delle gestioni commissariali, che si aggiunge a quello di direttore Amministrazione, finanza e controllo di gestione, ricoperto dal 2016. En passant fa anche le veci di direttore generale.
Il ministero dell’Ambiente paga il personale Sogesid fino a 696 euro al giorno – In pratica, dunque, il manager ritenuto vicino all’ex leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini non solo esercita con gli altri due membri del cda i poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria, ma supervisiona anche tutte le attività amministrative, contabili e fiscali e coordina acquisti, gare e appalti della società. Il cui core business consiste nel fornire “supporto” e “assistenza tecnica” al dicastero di Galletti, mettendo a disposizione i propri dipendenti in cambio di “tariffe convenzionali che vanno da 171,92 euro per giornata per un addetto esecutivo a 695,68 euro per un esperto senior“, più “una percentuale di spese generali secondo fasce decrescenti rispetto al totale dei corrispettivi”. Un modus operandi che i magistrati contabili in passato hanno censurato in quanto “anomalo fattore di aggravamento dei costi del personale per esigenze cui il ministero dovrebbe far fronte mediante il proprio organico”. Lo scorso anno hanno avviato un’indagine ad hoc.
Il ministero versa per i servigi dei dipendenti Sogesid da 172 a 696 euro al giorno. Comprensivi dei contributi
La Corte dei Conti: “Servono politiche del personale più restrittive” – La relazione sulla gestione finanziaria 2015 torna sulla questione, sottolineando che l’attività svolta per il ministero dell’Ambiente ha fruttato a Sogesid il 66% dell’intero valore della produzione di quell’esercizio. E che il costo del personale è salito da 8,9 a 13,7 milioni di euro, il 48% dei costi complessivi, per effetto delle oltre 350 tra assunzioni e stabilizzazioni fatte dopo l’entrata in vigore del Jobs Act (la società, anche se al 100% pubblica, per la sua natura “in house” ha potuto utilizzare i nuovi contratti a tutele crescenti). Nonostante questo, si legge, “le spese sostenute per collaborazioni esterne si mantengono elevate”. Nella conclusione i magistrati contabili “raccomandano” di conseguenza alla società di “adottare politiche del personale maggiormente coerenti con le disposizioni restrittive riferite alla generalità del settore pubblico”. Questione, si legge, “tanto più pressante dopo che, nel 2015, ha più che triplicato i propri dipendenti con contratto a tempo indeterminato rispetto all’anno precedente”. Dato che peraltro va aggiornato: nella sua risposta “senza vena polemica” Staderini aggiunge che le assunzioni sono continuate anche nel 2016: se infatti il bilancio 2015 dava conto di 448 dipendenti totali, alla fine dello scorso anno la cifra è salita a 548, di cui 477 a tempo indeterminato.

L’esposto: “Sogesid ha incassato dal ministero anche i contributi non dovuti” – Ed è proprio sulle assunzioni di personale poi di fatto pagato dal ministero dell’Ambiente che si concentra l’esposto. Il punto di partenza è che la legge di Stabilità per il 2015 ha previsto, come è noto, l’azzeramento dei contributi fino al 2018 per i dipendenti assunti a tempo indeterminato nel corso di quell’esercizio. Ma le tariffe giornaliere pagate dal dicastero di via Cristoforo Colombo i contributi li comprendono eccome. Perché, stando alla convenzione quadro firmata proprio a gennaio 2015 da Staderini e dall‘ex segretario generale del ministero Antonio Agostini (di cui è stato chiesto il rinvio a giudizio per una vicenda risalente a quando era direttore generale del Miur), sono calcolate dividendo per 214 giornate lavorative lo stipendio medio lordo dei cinque livelli contrattuali previsti. Compresi assicurazioni, tfr e “contributi al 29,9%”. Dunque, si legge nell’esposto, “la Sogesid ha incassato dal ministero anche il rimborso dei contributi compresi nella tariffa e non dovuti in quanto il personale assunto con il Jobs act non è soggetto al versamento per i tre anni successivi”. Chi scrive si spinge a sostenere che “tali sgravi sono stati assorbiti dai maggiori costi andando a mascherare le effettive perdite di bilancio”. Perdite che ipotizza essere nell’ordine dei milioni di euro, considerato che lo sgravio contributivo per i soli 336 nuovi assunti nel 2015 (gli altri 17 in precedenza avevano contratti a termine con Sogesid) ammonta a circa 2 milioni.

Staderini: “Follia, le nostre tariffe sono convenienti” – Il bilancio 2015 di Sogesid riporta un utile d’esercizio di 216.386 euro (contro i 153.570 del 2014) che però la Corte dei Conti rileva essere “in buona parte determinato dall’iscrizione tra i proventi di una parte rilevante di quanto in precedenza accantonato al fondo rischi e oneri nonché dalla diminuzione del medesimo fondo operata nell’esercizio”. Depurato da queste voci, invece, “il risultato di esercizio sarebbe stato ampiamente negativo“. Staderini, interpellato da ilfattoquotidiano.it, replica ai contenuti dell’esposto dicendo che “è follia, perché le nostre tariffe sono meno della metà rispetto a quelle delle altre società che prestano servizio al ministero. I contributi? Certo, ci sono. Sono previsti per legge“.

Le incongruenze sui contratti di consulenza – Nelle sue precisazioni alla Corte dei Conti il manager risponde poi ai rilievi dei magistrati contabili sostenendo che la società ha “puntualmente profuso un coerente impegno sulla linea indicata di riduzione delle spese per consulenze e collaborazioni nonché di massimo contenimento dei costi a carico del ministero dell’Ambiente a fronte delle prestazioni effettuate a favore dello stesso”. Poi corregge la Corte sulla spesa per le collaborazioni esterne, “in realtà pari a 5.182.060 euro” e non 10.826.467 come rilevato nella relazione, e chiosa che “le stesse hanno registrato una diminuzione pari a 2.533.652 rispetto al 2014″. L’esposto contesta anche questa lettura, in quanto “le collaborazioni esterne degli anni 2009, 2010, 2011, 2012 e 2013 pubblicate sul sito erano relative, per la quasi totalità, a personale distaccato al ministero dell’Ambiente avente contratti di consulenza“. Mentre ora “le figure non appaiono più come consulenti poiché tutti assunti come dipendenti”, ma nonostante questo “sono stati dati incarichi per svariati milioni non giustificati da alcuna attività di progettazione Sogesid”.

Segue un elenco di consulenze ritenute inutili. Per esempio quella per il supporto legale per il recupero crediti affidata quest’anno a Vincenzo Fortunato, ex magistrato del Tar, fino al 2013 capo di gabinetto del Tesoro e fino al 2015 presidente della sgr Invimit, che è al 100% del Mef. Viene poi citata la “cospicua consulenza al prof. Rosario Mazzola“, che di Sogesid è stato presidente e amministratore delegato dal 1997 al 2002: il 27 ottobre 2016 gli è stato prorogato per un anno l’incarico di “supporto presidenza e affiancamento al vertice aziendale-gestione dei rapporti istituzionali coinvolti nel processo negoziale rispetto alle potenziali iniziative di investimento sul tema della risorsa idrica”. Compenso, 80mila euro.

Il ministero dell’Ambiente: “Il Tesoro ha verificato”. Padoan tace – Il ministero dell’Ambiente, contattato da ilfattoquotidiano.it, ha confermato che “a oggi i corrispettivi riconosciuti per il personale dipendente da Sogesid non sono stati oggetto di revisione”, ma “è già stato avviato il processo di revisione della convenzione stessa che si concluderà prima dell’estate”. Poi ha fatto presente che quelle cifre sono state “oggetto di una verifica di congruità e giudicate dal Ministero dell’Economia (azionista della Società) idonee a coprire i costi di attività” e che “Sogesid, quale società pubblica, risponde a un sistema di controlli e verifiche sui propri bilanci e risponde dei propri avanzi di gestione all’azionista Mef”. Il portavoce del ministro Pier Carlo Padoan, a cui ilfatto.it ha chiesto un commento sulla vicenda via sms e email, ha preferito non rispondere.

Twitter: @la_brus

Aggiornato il 10 agosto 2017 senza alcuna richiesta dell’interessato I procedimenti penali e gli accertamenti contabili nei confronti di Antonio Agostini citati in questo articolo nel 2017 hanno dato esito ad archiviazioni e proscioglimenti: il Gup di Roma lo ha prosciolto, nell’ambito del procedimento N.56860/14 RGNR con sentenza 23/5/2017, mentre il Gip di Roma ha, altresì, archiviato, su richiesta della Procura, il procedimento penale RGNR5756/15. Si è concluso con l’archiviazione anche il procedimento contabile instaurato dinanzi alla Corte dei Conti del Lazio con decisione comunicata il 21/2/2017.