Bagarre a Tagadà (La7) tra il senatore della Lega, Stefano Candiani, e il rappresentante della Consulta islamica, Davide Piccardo. Casus belli: la discussione relativa alla legge sullo ius soli, per la quale è ospite in studio Sonny Olumati, un giovane trentunenne nato a Roma da genitori nigeriani e ancora privo di cittadinanza italiana, che chiede da ben 13 anni. “I miei genitori sono venuti in Italia per studiare alla Università Cattolica e non sono arrivati sul barcone“, spiega Sonny, ironizzando sulle solite vulgate leghiste. “Lei si giustifica da sé, ma la gente capisce“, replica piccato Candiani. “Veramente è quello che sostenete voi”, puntualizza Piccardo. E si accendono gli animi. “Si va solo per stereotipi” – accusa il senatore del Carroccio, indicando Piccardo – “Ecco, vedete? Questo è il nuovo modello di italiano. È già buono che non mi abbia puntato un coltello alla gola fino ad ora“. Piccardo ribatte: “Complimenti, bravo. Se questa è la civiltà, allora che vengano pure a partorire qui le donne straniere. Questa è l’italianità dei leghisti, avete pisciato sulla bandiera italiana per anni, avete insultato i napoletani e i meridionali e adesso venite a fare i difensori dell’italianità? Ma si vergogni!”. Candiani ribadisce la sua infelice sortita: “Lo ripeto, sono fortunato che non mi abbia puntato un coltello alla gola”. Il leghista poi lamenta di essere solo contro tutti, con la risata di approvazione di Renata Polverini, e battibecca vivacemente con Sonny Olumati, il quale gli ricorda che sta confondendo gli immigrati con coloro che sono nati in Italia. “Ma sa quanti cittadini italiani vivono male per la burocrazia?” – ribatte il senatore padano – “Quindi, si senta in buona compagnia. Non è una scusa per rivedere la legge sulla cittadinanza, tenendo conto poi che c’è una condizione di incapacità di controllare i flussi di immigrazione”. “Sì, ma non c’entra nulla con l’immigrazione” – ripete, sorridendo, Olumati – “Siamo un fenomeno diverso da quello migratorio“. E Candiani non riesce a trattenere una nuova sgarberia: “Lei non è un fenomeno, guardi. Lasciamo perdere cosa è lei