Un aumento del 500% degli attacchi contro i musulmani. I dati della Polizia Metropolitana fotografano l’impennata di violenza anti-islam registrata a Londra dopo l’attentato sul London Bridge. I numeri li ha forniti pochi giorni fa il sindaco Sadiq Khan, citando dati pubblicati dalla Met Police: dopo il 3 giugno, ha detto il primo cittadino, si è passati da 3,5 attacchi di stampo islamofobico al giorno a una media di 20. “Durante le ultime settimane – ha commentato il segretario generale del Consiglio britannico dei Musulmani, Harun Khan, dopo l’attentato di fronte al Muslim Welfare House di Finsbury Park – i musulmani hanno sopportato molti incidenti. Questa, ad oggi, è la manifestazione più violenta”.

I crimini a sfondo razziale nei tre giorni successivi all’ultimo attentato di matrice islamista nella capitale, dicono i numeri delle forze dell’ordine londinesi, sono aumentati del 40%, passando da una media giornaliera di 38 nel 2017 a 54 nelle ore successive agli omicidi lungo il Tamigi. I dati si fanno ancora più marcati, e preoccupanti, se si considerano solo gli atti di violenza con motivazioni islamofobiche: in questo caso, analizzando sempre i numeri relativi alle 72 ore successive all’attacco al Borough Market, la polizia ha contato ben 20 attacchi giornalieri nei confronti di musulmani, contro una media per il 2017 intorno ai 3,5 al giorno. Un aumento improvviso di oltre il 500%.

Non è la prima volta che nella capitale britannica si registra una reazione del genere. È successo nel 2013, dopo la decapitazione del soldato britannico Lee Rigby per mano di due estremisti britannici legati al gruppo al-Muhajiroun. L’aumento della violenza è stato registrato dalle autorità di Westminster anche dopo il massacro di Parigi del 13 novembre 2015 e dopo l’attentato al concerto di Ariana Grande alla Manchester Arena del 22 maggio.

I numeri si sovrappongono a quelli diramati da Tell Mama, centro di monitoraggio e supporto per le vittime di crimini contro i musulmani, e allargano lo spazio di analisi fino all’attacco avvenuto al termine del concerto della star statunitense. Dopo il 22 maggio, scrive il Guardian citando dati del centro di monitoraggio, sono stati registrati 141 attacchi di stampo islamofobico, contro una media, fino a quel momento, di 25 al giorno. Un aumento improvviso, dunque, del 564%. Proprio grazie a questo picco, la media si è alzata a 37 episodi violenti al giorno, come sostenuto anche dalla polizia, fino ad arrivare, dopo gli attentati al London Bridge e al Borough Market, a 63 attacchi giornalieri, accentuando ulteriormente il trend già sottolineato dalle forze dell’ordine che, però, hanno attestato la crescita fino a una media di 54 attacchi al giorno.

Twitter: @GianniRosini