La reliquia di San Giovanni Bosco è stata rubata dalla Basilica di Colle don Bosco nel comune di Castelnuovo, in provincia di Asti. Secondo fonti investigative il fatto è accaduto ieri sera, all’ora di chiusura della Basilica. L’urna si trovava dietro l’altare maggiore, nella parte inferiore della basilica costruita nei luoghi nati del fondatore della congregazione salesiana, e conteneva il cervello del sacerdote. Sono in corso indagini condotte dalle forze dell’ordine. “Molto addolorati” ma anche “sicuri” che si possa trafugare una sua reliquia “ma non si possa rubare don Bosco a noi e ai tanti pellegrini che ogni giorno visitano questi luoghi”. Così don Ezio Orsini, rettore della Basilica ha commentato il furto della reliquia del santo. “Confidiamo che don Bosco – aggiunge il salesiano – possa toccare il cuore di chi ha compiuto tale gesto e farlo ritornare sui suoi passi così come era capace di trasformare la vita dei giovani che incontrava”.

A commentare la scomparsa dell’urna è intervenuto anche l’arcivescovo di Torino. Cesare Nosiglia ha fatto un appello: “Invito chi ha sottratto la reliquia a restituirla subito, senza condizioni”. Nosiglia ha inoltre denunciato la “profonda miseria morale” insita in quanto accaduto, invita inoltre tutti i sacerdoti della diocesi torinese a “ricordare la comunità salesiana nella celebrazioni di domani, Solennità di Pentecoste“. Intanto i militari hanno predisposto posti di blocco e stanno passando al setaccio le immagini delle videocamere di sorveglianza presenti nella zona per risolvere al più presto un caso che ha scosso i fedeli e la comunità dei Salesiani. Il fatto è accaduto sulla collina che sorge in borgata Becchi, frazione Morialdo del comune di Castelnuovo, dove Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815. La basilica è stata consacrata nel 1984. Le reliquie del Santo sono collocate dietro l’altare della Chiesa inferiore, a indicare il luogo di nascita del fondatore dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Santo molto caro a Bergoglio. In occasione dei 200 anni della sua nascita, nel 2015, Papa Francesco gli ha reso omaggio nella basilica di Maria Ausiliatrice, a Torino.

“Sono tanto riconoscente ai salesiani, per quello che hanno fatto per la mia famiglia, che era molto attaccata a loro”, aveva detto il pontefice in quella occasione. “Mia mamma e mio papà – aveva aggiunto – sono stati sposati da un salesiano, missionario della Patagonia, proveniente da Lodi, che mi ha molto aiutato nella mia vocazione”. San Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani, nacque poverissimo nei pressi di Torino. E’ ricordato come uno fra i grandi “santi sociali” ottocenteschi: dedicò infatti la sua vita al recupero e all’educazione di giovani, e fu fra i primi a interessarsi al destino dei carcerati. La storia di Giovanni Bosco fu segnata da un sogno fatto a nove anni. Si trovava nei pressi di casa sua in mezzo a coetanei che bestemmiavano e si scagliò in mezzo a loro per fermarli. Gli apparve allora la Madonna, che gli chiese di mettersi a capo del gruppetto. Intanto apparivano numerosi animali feroci, che si trasformavano poi in agnelli, mentre la Madonna gli diceva di fare con i ragazzi quello che aveva visto accadere agli animali.

Fedele a quella vocazione, Giovanni Bosco entrò in seminario a Chieri, a pochi chilometri da Torino, e fu ordinato sacerdote nel 1841. Colpito dallo spettacolo dei tanti giovani che nel capoluogo piemontese in quegli anni vivevano allo sbando, scelse di dedicarsi alla loro salvezza ispirandosi a San Francesco di Sales, da cui il nome Salesiani. I suoi metodi, modernissimi per l’epoca, respingevano la repressione e puntavano a fornire un mestiere. Centinaia di ragazzi studiarono e impararono a lavorare nei laboratori che fece costruire. La Congregazione Salesiana, con l’aiuto della marchesa Giulia di Barolo, grande benefattrice torinese, crebbe rapidamente. Si moltiplicarono ovunque oratori, scuole professionali, collegi, parrocchie e missioni.
Don Bosco morì nel 1888 e fu proclamato santo da Pio XI la domenica di Pasqua del 1934.