Un comunicato stampa ufficiale per sottolineare di non aver mai dichiarato nulla sulla fiducia accordata al Noe dei Carabinieri. È questo il contenuto della nota diffusa dalla procura di Napoli, il giorno dopo l’interrogatorio del capitano del Noe Giampaolo Scafarto, indagato dai pm di Roma per alcuni falsi inseriti in un’informativa agli atti dell’inchiesta Consip.

Ma nonostante l’ufficio inquirente partenopeo spieghi di non essersi mai pronunciato “sulla conferma o meno della fiducia al comando dei Carabinieri del Noe”, l’effetto del comunicato sembra essere quello di prendere le distanze il nucleo operativo ecologico dell’Arma, al quale erano state affidate le indagini sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione. Delega poi revocata dalla procura di Roma – dove era finita per competenza l’inchiesta Consip – dopo “ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto”.

“Né il procuratore della Repubblica, unico soggetto legittimato a manifestare all’esterno la posizione di questa procura, né il procuratore aggiunto coordinatore dei sostituti incaricati delle indagini si sono mai pronunciati sulla conferma, o meno, della fiducia al Comando o all’Ufficiale”, scrive dunque il procuratore facente funzioni Nunzio Fragliasso. Il riferimento all’ufficiale, ovviamente, è per lo stesso capitano Scafarto.

“Ogni esternazione sul punto”, scrive Fragliasso, sarebbe stata “impropria e non consentita interferenza con l’attività di altra Autorità giudiziaria”. Ma non solo. Perché il magistrato spiega anche che “l’esternazione della conferma o meno, di tale fiducia non rientra nelle priorità di questa procura, il cui unico interesse istituzionale è quello di garantire la validità e l’efficacia delle indagini espletate”. Il riferimento è agli articoli di stampa sulla vicenda Consip che “sulla scorta di informazioni parziali, relative ad atti impropriamente divulgati”, hanno prodotto “illazioni su un presunto contrasto con la procura di Roma e sulla mancanza di una efficace dirigenza della procura di Napoli”. Per Fragliasso “ogni altra considerazione in merito si risolve in una mera illazione, destituita di ogni fondamento, che rischia di delegittimare l’attività di questa procura”. Procura che, “grazie ai magistrati che ne fanno parte e che svolgono quotidianamente il proprio lavoro con il consueto, doveroso riserbo, continua ad essere fortemente impegnata nel contrasto ad ogni forma di criminalità, comune e organizzata”.

La nota di procuratore partenopeo arriva a tre giorni dalla notizia dell’avvio di un’azione disciplinare da parte del pg della Cassazione Pasquale Ciccolo nei confronti del pm napoletano Henry John Woodcock, in relazione ad un articolo pubblicato il 13 aprile scorso dal quotidiano La Repubblica nel quale si riportavano frasi virgolettate del magistrato riferite alla vicenda Consip. Parole che però il pm non avrebbe mai pronunciato e che sarebbero state riferite da altri magistrati.

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