La legge sulla legittima difesa non va bene. Lo chiede la base, dicono dal Pd. Lo ripete Matteo Renzi, come primo atto politico dopo la rielezione a segretario del primo partito del centrosinistra. La legge approvata alla Camera ha bisogno di essere rivista, al Senato i parlamentari democratici la dovranno correggere. E non perché sembra “troppo di destra”, troppo leghista. No, al contrario. “Capisco le sue considerazioni – dice l’ex presidente del Consiglio rispondendo a una delle critiche raccolte sulla sua app, Bob – Inviterò i senatori a valutare di correggere la legge nella parte in cui risulta meno chiara e logica, visto che io per primo ho avuto molti dubbi”. I dubbi sono sull’aspetto della nuova normativa che ha suscitato più critiche e ironie, cioè il fatto che la “licenza di sparare” sia sottoposta alla circostanza che l’aggressione in casa da parte dei malviventi avvenga di notte. Serve un principio più certo, insomma, altrimenti le nuove regole rischiano di essere un pasticcio.

La svolta sicuritaria ormai è decisa e già si è visto con l’azione del ministro dell’Interno Marco Minniti. Anche perché, dall’altra parte, ci sono le richieste dei sindaci Pd, che sono sul territorio e sono le prime antenne delle richieste dei cittadini. Ma quello che è stato approvato a Montecitorio, invece di essere un occhiolino a una fetta di elettorato scontento, rischia di essere un boomerang. Sotto il profilo della costruzione della nuova normativa, d’altra parte, arriva anche il parere del presidente del Senato Piero Grasso: “Diciamo meno male che c’è il Senato, se dobbiamo intervenire su questo tema. Staremo a vedere le proposte di ulteriori modifiche”.

Al Senato però il problema è anche un altro: la maggioranza potrebbe non avere i numeri per far passare la legge. I Democratici e Progressisti, gli ex Pd, già a Montecitorio non hanno votato la legittima difesa. Una posizione che confermano anche per Palazzo Madama, dove sono determinanti: “Meno armi, meno morti – scrive il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, tra i leader di Mdp – Appena approvato alla Camera, il ddl sulla legittima difesa, è già naufragato: al Senato non ci sono i numeri. Il voto contrario di Articolo Uno-Mdp mette a rischio il passaggio a Palazzo Madama. Una sinistra seria serve al Paese e alla democrazia”. La capogruppo al Senato Maria Cecilia Guerra spiega: “Difendersi da un’aggressione è legittimo. E infatti le norme del nostro codice penale garantiscono già il diritto a difendersi in tutti i casi in cui vi sia anche solo il pericolo di essere aggrediti, si usi una arma legittimamente detenuta e si agisca anche per tutelare i beni propri o altrui. Non è rendendo più incerti e pasticciati i confini fra legittima difesa e licenza di uccidere che si affronta il problema della sicurezza”.

Dalla parte opposta c’è il segretario della Lega Nord Matteo Salvini che già ieri, durante il voto finale della legge, aveva manifestato in più modi, dentro e fuori Montecitorio, la sua contrarietà alla nuova normativa. “Se vanno avanti con questa schifezza – insiste oggi parlando a Sky – raccogliamo le firme per un referendum per cancellarla. Come fa il Pd ad approvare una norma il giovedì e venerdì dire il contrario? Ormai il Governo e la maggioranza sono allo sbando, che si torni a votare”.