Barbaresco 2014, annata altalenante, inferiore alla celebrata 2013 che nel caso del Barolo ha invece lasciato (sorprendentemente) qualche ombra. Ma ci torneremo. Ho assaggiato quasi la totalità della produzione (108 assaggi) nella degustazione alla cieca di Nebbiolo Prima, quest’anno accorpata per la prima volta a Grandi Langhe, l’altra importante manifestazione dedicata al nebbiolo. Una tre giorni da far tremare le gambe e le mascelle. O forse no, trattandosi del principe dei vini italiani.

Qualche vino era ancora molto chiuso, altri troppo verdi, sporadici, ma non rarissimi, i grandi picchi e una generale variabilità di interpretazione: da vini già pronti ad altri troppo segnati dal legno e da un respiro affannoso, alcuni invece erano ancora troppo giovani, o con grandi aspettative sul lungo termine.

A contare è stato molto spesso il manico, con alcuni produttori che hanno interpretato nella migliore maniera possibile un’annata complicata (fredda e piovosa), con il risultato di trovarsi di fronte a meno sorprese rispetto alla media degli assaggi alla cieca dove spesso può succedere tutto e il contrario di tutto.

Ecco le mie bevute più felici.