In Calabria, #ionoscivolopiù (sulla statale 660 di Acri) è un monito, non solo l’hashtag del comitato spontaneo che denuncia le condizioni di quella che ormai è stata ribattezzata “strada della morte”. L’importante arteria mette in comunicazione la Sila Greca con la Salerno Reggio Calabria e il resto del mondo. Da quindici anni, quando piove si scivola. “Come su una saponetta“, racconta chi la percorre. E gli incidenti ormai non si contano più. E nemmeno le perizie finite sui tavoli del Tribunale di Cosenza sono servite a fare chiarezza. Ma su questa specie di percorso minato, tra limiti di 30 km all’ora, curve a gomito e oscure macchie d’olio sull’asfalto, alle conferme dei vigili si aggiunge oggi quella dell’homo novus arrivato dal Nord, il responsabile compartimentale Anas della Calabria, Marco Moladori. Che ai microfoni de ilfattoquotidiano.it ammette: “C’è qualcosa che non va”. Parla di imprese che “non dovrebbero lavorare con Anas”, e promette di scarificare l’asfalto entro i primi giorni di giugno. E di rifare tutto il manto stradale entro il 2018. Intanto, il comitato #iononscivolopiù ha già raccolto 4mila firme