Indisciplinati, poco responsabili e rispettosi delle regole, a tratti spericolati. Così gli automobilisti europei dipingono i loro “colleghi” italiani, ovvero tutti noi. Queste le conclusioni di una ricerca che confronta comportamenti e abitudini di chi si mette al volante in undici Paesi dell’Unione Europea. Ricerca proposta dalla Fondazione Vinci Autoroutes e portata avanti da Ipsos negli ultimi quattro anni.

Nello specifico, e questo lo si può riscontrare ogni giorno sulle strade, i guidatori nostrani risultano particolarmente distratti da dispositivi vari, in primis smartphone: il 32% legge o scrive messaggi di testo (via sms, app o social) mentre il 40% telefona senza auricolare. La media europea è invece rispettivamente del 24% e del 32%. Se si considera che per il 57% degli intervistati (ma anche per le statistiche) la distrazione è la principale causa d’incidenti, più di alcol e droga, ben si comprende quanto questo sia pericoloso.

C’è poi il capitolo sicurezza e regole, anch’esso abbondantemente disatteso. Se è vero che il 60% degli italiani non mette la freccia prima di girare, contro il 55% di media europea, e quasi un terzo “dimentica” di allacciare le cinture. Eppure, ad onor del vero, il nostro è stato tra i primi Paesi ad introdurne per legge l’obbligo.

Parimenti, l’indisciplina sembra regnare sovrana: il 54% dei conducenti italiani (46% in Europa) ammette di usare il clacson quando non si dovrebbe, mentre ben il 65% (54% in EU) di insultare altri automobilisti. Uno su quattro (15% in Europa) poi passa quasi alle vie di fatto, visto che addirittura scende dal proprio mezzo per discutere con un altro guidatore.

Tirando le somme, il 27% degli intervistati ritiene che quelli del Bel Paese siano gli automobilisti meno responsabili, seguiti da greci (18%), polacchi (16%), francesi e spagnoli, entrambi con l’8%. I più virtuosi sono invece considerati gli svedesi (38%), seguiti da tedeschi, olandesi e britannici.

Eppure, almeno in una cosa primeggiamo: l’ottimismo. A fronte di un 51% che ritiene improbabile il calo degli incidenti mortali in Europa, infatti, il 57% di noi italiani pensa che nei prossimi anni le vittime della strada caleranno.