Daspo urbano, stretta contro gli spacciatori, poteri di ordinanza ai sindaci per interventi contro il degrado delle città. Sono i punti centrali del decreto legge sulla sicurezza urbana proposto dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, e approvato definitivamente dal Senato. L’Aula ha approvato il provvedimento con il voto di fiducia: i sì sono stati 141, 97 i no e 2 gli astenuti. Tra i contrari soprattutto Sinistra Italiana (che l’ha definito un “cedimento culturale alle destre”) ma anche la Lega Nord che comunque ha spiegato che qualcosa di questo decreto è apprezzabile. Nel Pd gli assenti sono stati 5: Maria Teresa Bertuzzi, Vincenzo Cuomo, Salvatore Margiotta, Luigi Manconi e Walter Tocci. Gli ultimi due, subito dopo il voto, hanno dichiarato di non aver voluto esprimersi a favore del provvedimento perché contiene “norme inutili e gravi nei principi” visto che sono per lo più contro i poveri e introducono “un ossimoro perverso” come quello dell’arresto in flagranza differito.

Pur essendo presenti in Aula, non hanno preso parte al voto altri senatori della maggioranza come Dario Stefano (ex Sel ora nel Misto), Maurizio Romani e Alessandra Bencini (Idv), Luis Alberto Orellana (ex M5S ora nel gruppo Autonomie). Tra gli assenti anche l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, solitamente presente ai voti di fiducia, e le due esponenti di Fare!, le tosiane Patrizia Bisinella e Raffaella Bellot. I verdiniani invece si sono divisi: in 8 votano controo, 7 non si presentano e 1 risulta in congedo.

Ecco cosa prevede il decreto.

Il comitato metropolitano
Il testo – in 18 articoli – crea il Comitato metropolitano, co-presieduto dal prefetto e dal sindaco, “per l’analisi, la valutazione e il confronto sulle tematiche di sicurezza urbana relative al territorio della città metropolitana”.

Daspo urbano
Multe da 100 a 300 euro a chi “ponga in essere condotte che limitano la libera accessibilità e fruizione” di infrastrutture di trasporto. Chi trasgredisce verrà inoltre allontanato dai luoghi nei quali è stato commesso il fatto. Le stesse disposizioni possono essere applicate ad “aree urbane su cui insistono musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura interessati da consistenti flussi turistici, ovvero adibite a verde pubblico”. Per chi reitera le trasgressioni il prefetto può disporre l’allontanamento da questi luoghi per un periodo tra sei mesi a due anni, in analogia al Daspo nei confronti dei violenti delle curve.

Stretta anti-spacciatori
Per gli spacciatori condannati per vendita di sostanze all’interno o nelle immediate vicinanze di locali pubblici il questore può disporre il divieto di accesso agli stessi locali per un periodo da uno a cinque anni, nonché l’obbligo di presentarsi almeno due volte a settimana presso il locale ufficio della polizia o dei carabinieri.

Multe salate per parcheggiatori
Multe salate, da mille a 3.500 euro, anche per i parcheggiatori abusivi. E se nell’attività sono impiegati minori, o nei casi di reiterazione, la sanzione raddoppia.

Chi sporca la città la ripulisce
Infine, il decreto modifica l’articolo 639 del codice penale prevedendo che il giudice possa disporre l’obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi per chi si macchia di atti contro il decoro urbano.