Una settimana dopo l’annullamento della sua candidatura a sindaco M5s di Genova, Marika Cassimatis ha deciso di querelare per diffamazione il garante del Movimento Beppe Grillo e il deputato 5 stelle Alessandro Di Battista. La querela è stata depositata in procura il 24 marzo, dopo che nei giorni scorsi l’ex volto scelto per le amministrative dagli attivisti e poi sconfessata con un post sul blog, aveva detto di stare valutando la possibilità di procedere per vie legali.

Secondo le prime informazioni dell’agenzia Ansa, l’ipotesi di diffamazione riguarda i contenuti di quanto lo stesso Grillo ha scritto sul suo blog il 17 marzo accusando Cassimatis e i candidati della sua lista di aver “ripetutamente e continuativamente danneggiato l’immagine del Movimento 5 Stelle, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle; appoggiandone le scelte anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti”.

Lesive per Cassimatis sarebbero anche alcune dichiarazioni rilasciate da Alessandro Di Battista che per esempio in un’intervista video al Corriere della sera aveva dichiarato che “Ci sono persone non in linea con la nostra lotta” e “piuttosto che correre il rischio di ritrovarseli nel gruppo misto qualche settimana dopo si prende questa decisione”. Cassimatis nelle prossime ore ha detto che annuncerà la data e il luogo della conferenza stampa in cui illustrerà i contenuti e le motivazioni della querela.

Durante la giornata su Facebook aveva pubblicato un post per reclamare risposte da Beppe Grillo: “Non sono un fantasma”, ha scritto sulla sua pagina. E ha quindi rilanciato un messaggio già scritto in precedenza. “Ripeto questo post perché non ho ancora ricevuto notizie da Beppe Grillo. Lista non idonea? 1) fedina penale linda e pulita. 2) militanza con altri partiti? Non pervenuta. 3) precedenti candidature in liste concorrenti al M5s? Non pervenute. 4) anni di attivismo sul territorio? Pervenuti. 5) lavoratori e lavoratrici economicamente indipendenti? Pervenuti. Ma allora? Di che stiamo parlando?”.