La Camera nel 2017 restituirà al bilancio dello Stato 80 milioni di euro, la cifra più consistente mai ricavata da risparmi interni. Tra i tagli effettuati anche l’assicurazione dei deputati che non sarà più a carico dei contribuenti. L’ufficio di presidenza della Camera ha approvato la proposta di bilancio consuntivo elaborata dal collegio dei questori, e che ora dovrà superare anche il voto dell’Aula. La restituzione si aggiunge ai 120 milioni relativi agli anni 2013, 2014, 2015 e 2106, per complessivi 200 milioni. La cifra, unita ai 150 milioni di minor dotazione richiesti nel triennio 2013-2015 rispetto al 2012, porta a 350 milioni il risparmio complessivo nell’attuale legislatura.

Tra le novità, c’è appunto l’eliminazione della copertura della polizza che per la prima volta sarà interamente a carico dei parlamentari. Esulta il Movimento 5 stelle che per primo aveva proposto l’abolizione del privilegio e che però, in ufficio di presidenza, ha comunque votato contro il bilancio. “Ce l’abbiamo fatta”, ha scritto il deputato Riccardo Fraccaro su Facebook. “La polizza che copre gli onorevoli per i danni subiti in stato di ebrezza, le punture di insetto e le sommosse popolari è stata al centro delle nostre denunce e delle nostre lotte parlamentari. Più volte abbiamo proposto di eliminare questo scandaloso privilegio a spese della collettività, trovando sempre la strenua opposizione del Pd e di tutti gli altri partiti”. Proprio Fraccaro, ad agosto scorso, era stato autore di un intervento in Aula contro questa pratica che aveva sollevato numerose polemiche. “Abbiamo chiesto di fare rete e aiutarci ad esercitare pressione a tutti i cittadini”, ha detto, “che si sono mobilitati in modo straordinario contro questa vergogna. Il nostro impegno ha dato i suoi frutti. Si tratta di 350mila euro ogni anno che verranno risparmiati grazie al Movimento 5 Stelle e ai cittadini che non si sono arresi di fronte al sistema partitocratica”. Grazie a tutti per aver diffuso la nostra denuncia e creato consapevolezza: è ciò che i partiti più temono. È una vittoria dei cittadini, è una vittoria a 5 Stelle. Possiamo cambiarlo questo Paese, lo stiamo già facendo. Pensate quando saremo al governo”.

Soddisfatta anche la presidente della Camera Laura Boldrini: “Montecitorio può esibire numeri da record. Gli 80 milioni che Montecitorio restituirà quest’anno sono la somma più cospicua mai tornata al bilancio dello Stato, cioè a beneficio di tutti i cittadini. Una cifra con la quale sale a 350 milioni il risparmio conseguito dall’inizio della legislatura. Sono dati di assoluto rilievo, frutto di un lavoro continuo ed accurato svolto dal Collegio dei Questori e dall’Ufficio di Presidenza con il prezioso supporto dell’Amministrazione. Questa legislatura, che ha ormai superato il suo quarto anno di vita, si contraddistingue in modo evidente per aver mantenuto quegli impegni di sobrietà che erano stati assunti all’inizio del mandato”.

Entrando nello specifico, la spesa della Camera nel 2017 diminuirà per il sesto anno consecutivo, attestandosi sui 950,4 milioni di euro, inferiore di 15,3 milioni di euro rispetto all’anno precedente, l’1,59 per cento in meno in termini percentuali. Rispetto a quelle previste nel 2011, anno del picco massimo, le uscite della Camera sono diminuite di oltre 157 milioni di euro, il 14,2 per cento in meno, mentre nello stesso periodo quelle dell’amministrazione centrale dello Stato sono cresciute del 12 per cento. Al netto della spesa previdenziale, per il funzionamento della Camera nel 2017 verranno spesi 551,4 milioni di euro, 14,5 in meno rispetto al 2016. Per quanto riguarda i deputati, la spesa risulterà inferiore a quella del 2011 nella misura del 13,2 per cento e con la proroga del blocco dell’indennità parlamentare e dei rimborsi per il soggiorno e per l’esercizio del mandato fino al 31 dicembre 2019, la riduzione, rispetto all’andamento tendenziale, sarà pari mediamente a 43,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. Le retribuzioni del personale dipendente passano dai 178,3 milioni di euro del 2016 ai 170,6 milioni di euro del 2017, meno 4,27 per cento. Si prevede che nel 2019 la spesa si assesti ad un livello inferiore di circa 67 milioni di euro rispetto alla spesa del 2012, ultimo anno della precedente legislatura, quando ammontava a 238,4 milioni di euro, meno 28 per cento in termini percentuali. Passando al capitolo acquisto di beni e servizi, la Camera nel 2017 spenderà 81,9 milioni di euro, 1,8 milioni in meno, pari al 2,23 per cento, rispetto al 2016, 58 milioni di euro in meno, equivalenti al 41,5 per cento, rispetto al 2012. Nell’attuale legislatura il contributo in favore dei Gruppi parlamentari ha subito una riduzione del 10,7 per cento, passando dai 35,4 milioni di euro del 2012 a 31,6 milioni stanziati per il 2017.