È confermato lo sciopero di mercoledì 5 aprile dei lavoratori Alitalia “contro un piano industriale di soli tagli, contro la richiesta di circa 2mila esuberi e il taglio delle retribuzioni del personale navigante tra il 20 ed il 30 per cento”. A causa dell’astensione dal lavoro di 24 ore proclamato da Filt CgilFit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, la compagna aerea ha cancellato il 60 per cento dei voli nazionali e internazionali previsti per mercoledì. Hanno subito cancellazioni o cambi di orario anche alcuni collegamenti programmati tra la sera di martedì e la mattina di giovedì. Opereranno regolarmente, invece, i voli del 5 aprile previsti nelle fasce di garanzia: dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21.

Alitalia riferisce in una nota che il 92 per cento dei passeggeri coinvolti è stato riprotetto su voli alternativi, oltre la metà dei quali con collegamenti in partenza il giorno stesso. Saranno inoltre impiegati aerei più capienti, sia sulle rotte domestiche che su quelle internazionali, per trasportare un numero maggiore di passeggeri. È possibile consultare la lista completa dei voli cancellati sul sito di Alitalia, dove si possono anche trovare informazioni su rimborsi biglietto e cambi volo.

La Filt Cgil ricorda in una nota che “lo sciopero, alla ripresa del confronto dal 6 aprile che si svolgerà in continuità fino al 13 aprile, ha l’obiettivo di modificare l’attuale posizione degli azionisti“. “Dei 2037 esuberi – spiega la Federazione dei Trasporti della Cgil – 1338 sono tempi indeterminati, 558 determinati e 141 sono in attività all’estero. 813 esuberi (composti da 704 indeterminati e da 109 determinati) sono dovuti ad esternalizzazioni di attività. Al di là della nostra opinione non favorevole, 314 unità presenti nelle manutenzioni sono oggetto di cessione di attività sulla base della legge in continuità di rapporto di lavoro, ma per la maggior parte, 499 persone, Alitalia ha proposto di passare l’attività licenziando le persone”.

Secondo Nino Cortorillo, segretario nazionale della Filt Cgil, “basare un piano sul vincolo di un accordo col sindacato, chiamato ad accettare licenziamenti e tagli retributivi, pone le basi di un ricatto, non di una trattativa. Serve quindi che Alitalia, e tutti gli azionisti, divengano realisti e non chiedano al sindacato e ai lavoratori un consenso che, sulle proposte contenute nel piano, è impossibile. Dal primo momento abbiamo confermato che la crisi di Alitalia è reale ma l’ennesima soluzione di riduzione delle attività, del personale e, probabilmente, degli stessi ricavi non è la soluzione”.