Non sappiamo di preciso a chi si riferisse il ministro del Lavoro Poletti nella sua inaccettabile esternazione del dicembre scorso quando, prima ancora di consigliare una partita a calcetto per cercare lavoro, affermò, offendendo senza motivo la folta categoria dell’emigrazione italiana: “Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dov’è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi.

È davvero senza precedenti un’affermazione di tale gravità da parte di un ministro della Repubblica. Lui dovrebbe non solo conoscere bene il valore dei nostri ricercatori all’estero, ma anche sapere che alla radice dell’emigrazione italiana attuale c’è in gran parte (ancora!) la misura insopportabile del disagio causato, specialmente tra i più giovani, da una disoccupazione che da diversi anni, ormai, in Italia sconfina su percentuali da “terzo mondo”.

La XII Conferenza dei ricercatori italiani nel mondo, che si è conclusa lo scorso 25 marzo con grande successo a Houston (Texas), organizzata come sempre dal Consolato generale italiano di Houston  e dal Com.It.Es di Houston (Comitato degli italiani all’estero), con il supporto internazionale del Comitato tricolore per gli italiani nel mondo (C.T.I.M.), è certamente una testimonianza importante, che si rinnova annualmente da più di un decennio, del grande valore che i nostri giovani (e meno giovani) scienziati sanno far valere quando ne trovano le opportunità.

Comunque, sappiamo per certo che quella “gente”, cui il ministro allude, non può corrispondere a nessuno degli studiosi che hanno dato vita alla dodicesima Conferenza dei ricercatori italiani.
Non avendo potuto partecipare di persona all’evento, riporto di seguito la nota conclusiva rilasciata dagli organizzatori:

“Anche quest’anno la conferenza ha potuto fare da vetrina all’eccellenza italiana nel campo della medicina, dell’ingegneria, dell’areospazio, della biotecnologia, e dell’high-tech. I ricercatori che hanno partecipato alle differenti sessioni sono riusciti a comunicare, in un linguaggio semplice e accessibile a tutti, le complesse tematiche di cui essi si occupano giornalmente. Questa impostazione ha reso le presentazioni comprensibili e utili al grande pubblico così come agli specialisti che seguivano.  Oratore di spicco nella parte centrale della giornata è stato l’astronauta Paolo Nespoli che ha concluso la parte scientifica dei lavori con un’interessante presentazione sulla Stazione spaziale internazionale, obbiettivo stesso della sua prossima imminente missione.

Il pomeriggio è stato occupato dalle sessioni di scienze umanistiche, quest’anno dedicate alla Letteratura, alla Musica, all’Architettura, ai Media e alla Psicologia. La cerimonia di premiazione del concorso letterario arrivato alla sua sesta edizione ha visto protagonisti i ragazzi delle scuole medie e superiori del distretto scolastico di Houston i cui elaborati sono stati selezionati da una giuria e premiati dalla console generale Elena Sgarbi, dal presidente del Comites di Houston Valter Della Nebbia, dall’astronauta Nespoli e dalla dottoressa Maria Wells. La presenza dei giovani premiati e delle loro famiglie ha costituito sicuramente un momento memorabile della manifestazione. 

Nella parte finale dei lavori, l’attesa tavola rotonda sul tema dell’esperienza migratoria degli italiani negli Stati uniti è stata arricchita dal confronto con le esperienze di migrazione degli italiani in Australia, illustrate dal professor Bruno Mascitelli in video-conferenza da Melbourne, il quale si è dichiarato pronto a collaborare con il Comites di Houston in uno studio mirato al miglioramento dell’esperienza migratoria degli italiani nel mondo. Durante la tavola rotonda anche il professor Luca Cicalese, che l’ha presieduta, ha presentato al pubblico una relazione sui risultati preliminari dello studio sulla migrazione italiana, realizzato in partnership dal Comites di Houston con il Comites di Washington e l’ambasciata italiana a Washington. La raccolta e l’analisi dei dati è stata realizzata dagli studenti e dai ricercatori della Global humanitarian student initiative. I risultati completi saranno presentati a Washington.

La Conferenza dei ricercatori italiani nel mondo continua ad affermarsi come evento essenziale per evidenziare l’eccellenza della ricerca italiana nel mondo. Questa dodicesima edizione ha ricevuto il riconoscimento ufficiale e il patrocinio dei più portanti organi ed istituzioni dello Stato Italiano cioè del presidente della Repubblica Mattarella, del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Salute, del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), dell’Istituto Superiore di Sanità e di Vincenzo Arcobelli, fondatore di questa iniziativa e oggi  consigliere del Consiglio generale italiani all’estero (C.G.I.E.). Grazie a questi riconoscimenti e alle varie presentazioni dalle Isole Vergini americane, dalla California e dall’Australia, la conferenza si è contraddistinta non solo come forum regionale ma anche come evento di risonanza nazionale ed internazionale nell’ambito della ricerca condotta dagli italiani.