Un tubo dell’acqua che si rompe. La ditta interviene, buca il muro e scopre che c’è amianto. Non ne sapevano nulla e rischiano di respirarlo a loro insaputa sia gli operai che gli studenti. È una delle situazioni più comuni che i tecnici riscontrano, perché il problema numero uno è il monitoraggio dell’amianto nelle scuole che è realizzato solo in alcune sparute e circoscritte realtà.

Secondo l’Osservatorio nazionale amianto sono 2400 le scuole contaminate dalla fibra killer. Circa 300 mila tra studenti e lavoratori esposti. Numeri confermati dal Censis e dal rapporto di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica: circa il 10% delle scuole presenta amianto nelle strutture. Percentuale che sale al 15% in numerosi capoluoghi del nord dove, tra l’altro, la situazione è più monitorata. Il Sud e le Isole, invece, hanno fornito database del tutto insufficienti.

Se ne parla in AsbeSchool, documentario realizzato da Stefania Divertito e con la regia di Luca Signorelli. Asbeschool è un viaggio nelle scuole contaminate, da Firenze a Bari a Oristano, a Casale Monferrato a Rosignano. Ed è anche una forte denuncia: esistono più di 400 leggi tra nazionali e regionali che regolamentano il monitoraggio dell’amianto. Un labirinto di codici e formulari che variano spesso di provincia in provincia.

L’amianto, utilizzato massicciamente fino al 1992, quanto la legge 257 ne ha vietato estrazione, produzione e commercializzazione in Italia, è un minerale resistente al calore e pertanto estremamente efficace anche nell’edilizia. Lo troviamo nei tubi pluviali, nelle cisterne di acqua, nelle mura, nelle condutture idriche, nella pavimentazione in linoleum di palestre e, appunto, scuole. Contrariamente a quanto si riteneva solo una manciata di anni fa, non esiste una dose minima di salvaguardia. Basta una fibra, la fibra killer: poi con il continuare dell’esposizione il rischio di ammalarsi aumenta.

Secondo i dati del ministero della Salute ogni anno abbiamo in Italia circa 3mila vittime dell’amianto, e il picco ancora deve arrivare perché è atteso tra il 2021 e il 2025. Il mesotelioma è il tipico tumore da amianto, la pistola fumante dell’avvenuta contaminazione. Solo l’amianto può generarlo. Ma oramai la letteratura scientifica sta riconoscendo anche altre patologie come asbesto correlate: adenocarcinomi e altri tumori.

E adesso iniziano ad ammalarsi anche gli insegnanti, che non sono considerati una categoria esposta. Secondo gli ultimi dati del registro tumori, sono 62 i docenti di ogni ordine e grado vittime dell’amianto. Numero fortemente sottostimato perché le malattie asbesto-correlate hanno un periodo di latenza lunghissimo, anche di 30-40 anni, e ricostruire il luogo dell’esposizione è molto complicato.

“È incredibile che ancora oggi ci siano studenti esposti”, denuncia il pm torinese Raffaele Guariniello, intervistato in Asbeschool. “Il problema dell’amianto nelle scuole non può essere affrontato caso per caso, per ogni singola scuola. Ma è un problema nazionale e chi ci governa deve farsene carico”. Il documentario sarà proiettato in anteprima nazionale lunedì 27 marzo alla Camera dei Deputati durante un convegno organizzato dal M5S per i 25 anni della legge 257/92 che ha messo al bando l’amianto in Italia. Saranno presenti il ministero dell’Ambiente, della Salute, del Cnr, epidemiologi e associazioni delle vittime (Ona e Afeva). E si farà il punto della situazione con il magistrato Giordano Bruno che illustrerà la proposta di legge governativa che vuole costituire un testo unico che racchiuda tutta la normativa prodotta dal 1992 a oggi.

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