Le 76 Province italiane denunciano di “avere le casse vuote” e per cautelarsi rispetto a tragedie che potrebbero essere causate dalla mancata manutenzione, da tre anni, di 3.600 scuole e di 100mila strade, presenteranno da qui a lunedì un esposto cautelativo alle procure della Repubblica, alle Corti dei conti regionali e alle prefetture per “la mancata previsione di un adeguato finanziamento“. È l’ultimo atto della protesta nazionale che le Province stanno promuovendo ormai da giorni.

“Le Province garantiscono servizi da cui dipende la stessa sicurezza dei cittadini: non aspettiamo le tragedie per intervenire” ha detto il presidente dell’Upi, Achille Variati, denunciando la “situazione drammatica delle province italiane” che offrono servizi essenziali, sulla viabilità e sull’edilizia scolastica, ma “non hanno più risorse per far fronte a questi servizi”. Da qui la decisione dei presidenti di provincia di “autotutelarci perché se dovesse succedere una disgrazia le procure devono sapere prima qual è situazione nella quale stiamo operando”.

“Vogliamo far sentire la nostra voce perché nessuno possa dire: ‘io non sapevo‘”, ha spiegato Variati. “Abbiamo chiesto un decreto legge urgente per avere risorse indispensabili per poter dare servizi. Proprio oggi – ha aggiunto – il Sose ha consegnato una relazione che attesta che alle province mancano 650 milioni sulla spesa corrente”. “Capisco che se ci si rivolge alla magistratura vuol dire che la politica sta fallendo il proprio compito – ha proseguito il presidente dell’Upi – ma non abbiamo alternative, il nostro è un disperato appello e un’accusa al Governo e al Parlamento che non danno quanto promesso. Dal Governo infatti abbiamo avuto la promessa di un decreto ma sull’entità non vi è alcuna certezza”.

Variati ha lanciato un appello al premier Gentiloni: “Non aspetti una ulteriore disgrazia nel Paese, smettiamola con la demagogia sulle province. I sindaci sono persone concrete e risparmiose, serve un decreto legge urgente per il loro finanziamento”. L’Upi, hanno reso noto Variati e il vicepresidente Carlo Vercellotti, presidente della Provincia di Vercelli, ha organizzato una serie di iniziative dal 22 marzo al 24 marzo, mentre i sindaci pensano ad una grande manifestazione da indire a Roma, “ma speriamo non ce sia bisogno”, ha concluso Variati, se il Governo emanerà il decreto legge.