Niente proroga alla conferenza dei servizi sul nuovo stadio della Roma: la Regione Lazio ha respinto la richiesta della società giallorossa di avere 30 giorni in più per risolvere i problemi in sospeso sul progetto (anche se il pronunciamento finale arriverà comunque a inizio aprile). Colpa di un’interpretazione particolare dell’avvocatura regionale e delle iniziative “fin troppo autonome” dei dirigenti capitolini. O piuttosto di un po’ di superficialità da parte di Comune e proponenti nella richiesta avanzata. Le versioni sono diverse nella partita a scaricabarile:  “È l’ennesima farsa a 5 stelle”, attacca il Pd. “Qualcuno in Regione cerca di strumentalizzare la vicenda”, ribatte la Raggi. Di certo l’intoppo è inatteso, e ha colto un po’ tutti alla sprovvista. Adesso sarà corsa contro il tempo per provare a far combaciare i tasselli entro fine mese. Dal Movimento 5 stelle assicurano che è ancora possibile ricevere subito il via libera. Ma anche se così non fosse, l’accordo ormai è fatto: nella peggiore delle ipotesi ci vorrà una nuova Conferenza dei servizi e si perderà qualche mese in più. Lo stadio di Tor di Valle non sembra essere in pericolo.

SI DECIDE SEMPRE A FINE MARZO – Anche senza ulteriori proroghe i termini per completare il progetto resteranno più o meno gli stessi: dall’entourage del governatore Zingaretti spiegano infatti che la Regione ha fatto slittare la prossima convocazione al 5 aprile, tempistica che in fin dei conti coincide con la sospensiva richiesta dalla Eurnova, la società del costruttore Parnasi. “Fino al 30 marzo – ha aggiunto Zingaretti – ci sarà tempo per far pervenire alla Direzione competente atti, decisioni formali e delibere fino ad ora annunciate solo a mezzo stampa. Anche in attesa di questi nuovi atti la Regione Lazio ha differito il termine della propria determinazione”. Insomma, l’orizzonte temporale per chiudere la partita sullo stadio è ancora quello di 30 giorni. Di certo, il 5 aprile il Comune dovrà presentarsi con l’interesse pubblico approvato sul nuovo progetto e, ovviamente, un nuovo parere. Stavolta positivo, visto che quello precedente preparato dall’ex assessore Berdini non lo era .

GAFFE DELLA RAGGI O AMMUTINAMENTO? – Resta da capire perché la proroga, di cui As Roma e Comune erano praticamente certi, non sia stata concessa. Ha pesato il parere dell’avvocatura regionale (senza grandi precedenti nella giurisprudenza), secondo cui solo l’amministrazione poteva chiedere deroghe temporali. Ma il giallo si infittisce, dal momento che la stessa rappresentante del Comune si è detta contro la proroga, quando solo ieri la sindaca Raggi si era pronunciata per il suo accoglimento, lasciando sbigottito lo stesso governatore Zingaretti: “Abbiamo dovuto prendere atto del giudizio negativo del rappresentante del Comune, in pieno contrasto con la comunicazione ricevuta ieri dalla sindaca”.

 Su fronte regionale si protende più per la tesi di una “gaffe” di Virginia Raggi e i suoi, una vicenda “comica”, secondo il capogruppo Pd, Massimiliano Valeriani: serviva un atto formale da parte dell’amministrazione capitolina – una delibera o anche solo una memoria di Giunta – che indicasse l’ok alla sospensiva richiesta dal soggetto proponente. Secondo fonti del Dipartimento Urbanistica, con la documentazione depositata la dirigente Graziano, rappresentante del Comune, si sarebbe ritrovata con le “mani legate”, costretta a dire no alla richiesta. Ma a ilfattoquotidiano.it da ambienti vicini alla prima cittadina filtra una versione diversa: “Sono mesi che in Comune alcuni Dipartimenti remano contro la giunta, la situazione sta diventando insostenibile”. Atti richiesti e non compilati, pareri scritti in maniera differente rispetto al previsto: quanto accaduto nella seduta finale della Conferenza dei servizi sullo stadio sarebbe solo l’ultimo episodio di una lunga serie. Al nuovo “city-manager” Franco Giampaoletti, appena arrivato nella Capitale, il compito di risolvere anche questa grana. 

POSSIBILE UNA NUOVA CONFERENZA –  A questo punto comincia ufficialmente la corsa contro il tempo per tentare di rispettare la nuova scadenza, fissata al 30 marzo. Entro quella data dovranno essere presentati la delibera di giunta sostitutiva della 132 di Marino, il progetto rivisto in maniera più o meno definitiva e il nuovo parere unico del Comune. E tutto questo potrebbe anche non bastare perché non è affatto detto che la Regione dia parere positivo: “Potrebbero comunque ritenere che un progetto nuovo richiede una nuova Conferenza dei servizi”, spiega chi ha curato da vicino il dossier. Significherebbe riavvolgere i nastri allo scorso novembre, con l’apertura di un nuovo tavolo fra le parti. Ma con l’accordo già stretto e tutto definito potrebbero volerci meno dei 180 giorni previsti dalla legge. Al massimo si tratterebbe di un rinvio. I veri problemi, semmai, restano le spaccature interne alla maggioranza in Consiglio comunale (che dovrà comunque approvare una delibera). E quel famoso vincolo sull’ippodromo di Tor di Valle,  che è riemerso anche nell’ultima seduta della Conferenza: “Il procedimento si è chiuso negativamente per aspetti che attengono ai pareri forniti dalla Città Metropolitana, dall’ente RomaNatura e dal Mibact”, si legge nel verbale. E su come superare quest’ostacolo ancora una soluzione non è stata individuata.

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