Un mese fa la tragedia dell’hotel Rigopiano. Delle 40 persone – 28 ospiti, tra cui quattro bambini, 12 dipendenti, presenti nella struttura – i soccorritori e i volontari ne riuscirono a tirar fuori dalla massa di neve e detriti 11, tra cui tutti i piccoli. La valanga che, si staccò mercoledì 18 gennaio poco prima delle 17 da 2.200 metri di quota, aveva un fronte di 300 metri e una forza pari a 4mila tir a pieno carico. Quando i primi soccorritori arrivarono, pelle di foca e sci ai piedi, arrivarono solo il tetto dell’albergo era visibile. Dopo una settimana di lavoro senza sosta e a tratti disperato tutti quelli che erano rimasti intrappolati, vivi e morti, erano stati tirati fuori. C’è chi ha potuto tirare un sospiro di sollievo come Giampiero Parete, il cuoco che era all’esterno e che ha potuto riabbracciare tutta la famiglia, e chi come il piccolo Samuel Di Michelangelo ha perso entrambi i genitori. Per lui, 7 anni, il Comune di Osimo ha aperto una sottoscrizione (qui il link).

I sopravvissuti e le vittime
Salvi grazie al Soccorso Alpino, gli uomini della Finanza e i Vigili del fuoco
: Adriana Vranceanu, Gianfilippo e Ludovica Parte; il piccolo Edoardo Di Carlo e Giampaolo Matrone, Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi. Estratti senza vita: Valentina Cicioni, Marco Tanda, Jessica Tinari, Foresta Tobia, Bianca Iudicone, Stefano Feniello, Marina Serraiocco, Domenico Di Michelangelo, Piero Di Pietro, Rosa Barbara Nobilio, Sebastiano Di Carlo, Nadia Acconciamessa, Sara Angelozzi, Claudio Baldini, Luciano Caporale, Silvana Angelucci, Marco Vagnarelli, Paola Tomassini, Linda Salsetta, Alessandro Giancaterino, Cecilia Martella, Emanuele Bonifazi, Luana Biferi, Marinella Colangeli, Alessandro Riccetti, Ilaria Di Biase, Roberto Del Rosso, Gabriele D’Angelo, Dame Faye.

L’indagine sul disastro e tre pool di investigatori
La procura di Pescara continua a indagare. Tre le informative depositate dagli investigatori, oltre 40 testimoni ascoltati, pacchi di documenti acquisiti. Polizia, carabinieri e carabinieri forestali stanno terminando il lavoro. Nel frattempo gli inquirenti, che indagano per disastro e omicidio colposo, ha disposto le perizie e con l’aiuto dei Ris che sono tornati sul luogo della tragedia per misurazioni più adeguate con strumenti laser. I carabinieri e il corpo dei carabinieri forestali si sono occupati di acquisire la parte relativa alle responsabilità eventuali del prima dell’evento, ossia “chi non avrebbe fatto quello che era di sua competenza”, i nessi di causalità tra eventiuali omissioni e morti, la ricostruzione tecnica legale delle morti, i momenti preparatori e le fasi successive all’allarme e l’allerta soccorsi. Telefonate, gestione delle turbine, degli spazzaneve. Per questo sono stati acquisiti documenti e competenze della Prefettura, della Regione, della Provincia, Comune di Farindola e Parco del Gran Sasso. I carabinieri hanno ascoltato i sopravvissuti ed effettuato i sopralluoghi con i periti. Una prima informativa è stata già consegnata al sostituto procuratore facente funzioni Cristina Tedeschini e al pm Andrea Papalia, ma verranno fornite ulteriori integrazioni.

La Polizia ha acquisito tutta la parte relativa alla gestione dei numeri telefonici d’emergenza, dalla centrale della Prefettura al 118 e tutta la normativa relativa, oltre ad aver ascoltato alcuni testimoni, quali il datore di lavoro del sopravvissuto Giampiero Parete, Quintino Marcella che, raccogliendo l’sos del suo dipendente, per primo ha lanciato l’allarme, in un primo momento non raccolto, e il direttore dell’hotel Bruno Di Tommaso. All’attenzione degli inquirenti anche l’esposto del Forum H2o che ha scoperto come l’hotel fosse stato costruito sugli esiti di antiche valanghe, l’ultima imponente prima della seconda guerra mondiale. Molto di più potranno raccontare le carte acquisite al Comune di Farindola sui lavori di ampliamento e ristrutturazione dell’hotel, specie nella parte geologica, nell’ormai lontano 2007.

La solidarietà delle Eolie e l’appello del sindaco: “Aiutate i lavoratori”
La storia dell’hotel Rigopiano ha suscitato un’onda di commozione e dalle Isole Eolie arriva la notizia che saranno ospitati gratuitamente i volontari per una settimana di vacanza. L’iniziativa, riportata dal Corriere della Sera, parte da Luca Del Bono, presidente della fondazione AIPF (Aeolian Islands Preservation Fund). Per Del Bono si tratta di un gesto di solidarietà “spontaneo, che però ha un forte significato umano: è bello vedere come una comunità si mette a disposizione di un’altra”.

Da Farindola, comune dell’hotel, il sindaco Ilario Lacchetta ricorda come i 21 dipendenti non coinvolti ora in una “situazione disperata”. “Hanno perso tutto, compagni, amici e posto di lavoro”. Per questo il sindaco chiederà per loro la cassa integrazione in deroga alla Regione”. “Faccio appello agli imprenditori della zona perché li aiutino con un lavoro”, ha continuato Lacchetta. “Sono senza energie, quasi rassegnati, dentro ad un vuoto, non riescono ancora bene a metabolizzare quanto è successo. Lo stipendio di gennaio è forse l’ultimo che prenderanno e quindi chiederò alla Regione di aiutarli. Questo per noi è ancora il tempo del dolore”. Serve l’aiuto dei parlamentari abruzzesi, invitati a un consiglio straordinario che si terrà la prossima settimana. “Se no Farindola da sola non ce la fa”.