Il mondo è diventato un luogo più pericoloso. L’ingresso di Donald Trump alla Casa Bianca come 45esimo presidente degli Stati Uniti potrebbe averne accelerato la fine. Non è un’iperbole, un’esagerazione giornalistica. Secondo gli studiosi del Bulletin of the atomic scientists  – la rivista fondata nel 1945 dagli esperti che hanno partecipato al Progetto Manhattan -, con l’insediamento del nuovo inquilino al 1600 di Pennsylvania Avenue le lancette del cosiddetto Orologio dell’Apocalisse, il Doomsday Clock, si sono messe a correre più velocemente. E adesso sono “più vicine di 30 secondi alla catastrofe”, rappresentata dalla mezzanotte. L’Orologio – introdotto 70 anni fa all’indomani della Seconda guerra mondiale, e aggiornato all’inizio di ogni anno – è un monito per i leader del mondo. A partire da questo inizio 2017, indica loro che adesso mancano appena due minuti e mezzo alla mezzanotte della Terra.

“La decisione di spostare in avanti l’Orologio di meno di un minuto – si legge nel report del Bulletin of the atomic scientists – riflette una realtà semplice: mentre viene presa questa decisione, Donald Trump è diventato il nuovo presidente degli Stati Uniti solo da pochi giorni”. Gli esperti, tra cui 15 premi Nobel, fanno più volte riferimento al neo inquilino dello Studio Ovale parlando, ad esempio, di un “aumento del nazionalismo a livello globale nel 2016. Ad esempio nella campagna per le presidenziali Usa, durante la quale il vincitore, Donald Trump, ha fatto allarmanti dichiarazioni sull’uso e la proliferazione di armi nucleari, e ha espresso – sottolinea il report – incredulità sull’enorme consenso scientifico riguardante i mutamenti climatici”. Tutti eventi, non ultimo “i cyberattacchi, apparentemente orchestrati dal Governo russo”, che “hanno reso il mondo più pericoloso di un anno fa”.

Gli esperti sottolineano, infatti, come il Doomsday Clock sia “da sempre un indicatore della salute e della sicurezza del Pianeta”. Al momento della sua ideazione, le lancette furono impostate a sette minuti dalla mezzanotte. In questi 70 anni si sono mosse una ventina di volte, toccando il loro minimo negli Anni ‘50, con appena due minuti d’intervallo dal baratro. In passato, il pericolo numero uno per il mondo, uscito dal secondo conflitto bellico diviso in due blocchi contrapposti, era quello di un olocausto nucleare. A questa, nel tempo, si sono aggiunte altre emergenze, come per l’appunto i mutamenti climatici o la ricerca di nuove fonti energetiche sostenibili e sicure. “Il surriscaldamento del Pianeta, dovuto all’uso di combustibili fossili – aggiungono gli esperti – cambierà la vita sulla Terra così come la conosciamo adesso, distruggendo larghe porzioni del Pianeta, se non agiremo subito”.

Gli studiosi del Bulletin of the atomic scientists non sono, però, gli unici ricercatori a guardare con apprensione alle prime mosse del neopresidente Usa. La prestigiosa rivista Nature ha scelto, infatti, di dedicare ai primi giorni di presidenza Trump uno speciale, in cui s’interroga su “cosa il nuovo presidente Usa rappresenti per la scienza”, paventando un “futuro nebuloso per gli scienziati”. Spaventano, ad esempio, le sue dichiarazioni sui cambiamenti climatici e i temi ambientali. Nei giorni scorsi Trump ha, infatti, parlato di “ambientalismo fuori controllo”. Secondo Nature, molti scienziati il 21 gennaio scorso sono scesi in piazza, salutati da slogan come “Noi amiamo la scienza” o “La scienza non discrimina”, per partecipare alla marcia delle donne, che mobilitato milioni di persone in tutto il mondo, all’indomani del giuramento di Trump come 45esimo presidente Usa.

I primi giorni di Donald Trump alla Casa Bianca sembrano, infatti, smentire chi pensava, o forse auspicava, che, una volta insediato, il neopresidente non avrebbe dato seguito alle sue promesse elettorali. E, invece, il neopresidente ha deciso di andare dritto per la sua strada. E con un decisionismo e una rapidità che sorprendono, infilando una serie di provvedimenti uno dietro l’altro. Nei suoi primi sette giorni di lavoro, Donald Trump ha, infatti, firmato, in favore di telecamere, una serie di ordini esecutivi – dall’avvio della costruzione di un muro di confine con il Messico, al via libera agli oleodotti Keystone XL Pipeline e Dakota Access Pipeline, fino al primo tassello dello smantellamento della riforma sanitaria ‘Obamacare’ -, ribaltando così di fatto le politiche del suo predecessore. E suscitando non poche preoccupazioni.

L’ultima, in ordine di tempo, legata alla possibilità di un ritorno alle carceri segrete della Cia e alle pratiche di tortura negli interrogatori, che avevano caratterizzato la cosiddetta ‘Guerra al terrore’ della presidenza di George W. Bush, all’indomani degli attentati dell’11 settembre. Nelle intenzioni degli scienziati, l’Orologio dell’Apocalisse , appare come una sorta di sveglia per i leader del Pianeta, a partire proprio dal neopresidente Usa. “Lo scorso anno e quello precedente – si legge nel report – abbiamo segnalato come i leader politici stessero fallendo nell’agire con la necessaria rapidità per proteggere i cittadini dall’estremo pericolo rappresentato dai mutamenti climatici e dalla guerra nucleare. Nel corso dell’ultimo anno l’inazione è continuata”. Gli esperti concludono con un interrogativo: “Chi guiderà l’umanità fuori dal disastro globale?”.

Il report del Bulletin of the atomic scientists sul Doomsday clock 2017