Raffaele Marra resta in carcere. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame respingendo l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato Francesco Scacchi. L’ex responsabile del personale in Campidoglio era stato arrestato il 16 dicembre con l’accusa di corruzione in concorso con l’immobiliarista Sergio Scarpellini.

Il 4 gennaio i giudici si erano riservati di decidere. Il pm Barbara Zuin aveva espresso parere negativo alla scarcerazione ribadendo che i circa 370mila euro dati al dirigente comunale da Scarpellini per l’acquisto di una casa erano funzionali all’ottenimento di favori. Completamente opposta la posizione dell’avvocato Scacchi, secondo il quale quella somma di danaro non solo era un semplice prestito, ma che l’incarico ricoperto dal suo assistito nel 2013 non gli avrebbe comunque consentito l’eventuale contropartita sotto forma di favori.

“Le insistenti regalie fatte negli anni 2010 e 2013 dallo Scarpellini in favore del Marra – scriveva la gip nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita a metà dicembre – trovano ragionevole spiegazione esclusivamente in una logica corruttiva, stante le funzioni pubbliche svolte all’epoca dal Marra in settori connessi agli interessi imprenditoriali dello Scarpellini”.

Il Gruppo Scarpellini ha, da anni, convenzioni urbanistiche milionarie con l’amministrazione romana “che richiedono – sostiene la gip – l’emanazione di provvedimenti amministrativi da parte sia del Comune di Roma sia della Regione Lazio”, realtà nelle quali Marra ha avuto posizioni dirigenziali negli anni presi in esame dagli inquirenti.

Le compravendite immobiliari al centro dell’inchiesta risalgono agli anni passati, ma il 30 giugno 2016, Marra, parlando al telefono con la segretaria di Scarpellini, assicurava di essere “totalmente a disposizione” dell’imprenditore. Una disponibilità che, secondo chi indaga, sentiva di poter assicurare proprio in virtù del suo ruolo forte nella giunta capitolina M5s. Secondo la procura, tra le “regalie” di Scarpellini a Marra ci sarebbe il pagamento da parte dell’imprenditore di buona parte dell’appartamento nel quale Marra risiede, da lui acquistato nel 2013 dall’Enasarco, e per il quale Scarpellini avrebbe fornito oltre 367 mila euro.