Buon anno a tutti!

Scrivo questo post in quei giorni che vanno da Capodanno alla Befana. Un interregno tra l’anno passato e quello venturo, malgrado il fatto che, secondo calendario e capoufficio, l’inesorabile gennaio ha già privato il vecchio tempo del suo ruolo per investire il nuovo di responsabilità e aspettative.

È un po’ come per l’insediamento di Trump che, pur avendo vinto le elezioni nel 2016, diventerà ufficialmente Presidente degli Stati Uniti solo il 20 gennaio 2017, allungando così la durata del vecchio almanacco.

Tra lenticchie ancora da digerire, rovine di pandori e depositi di scatoloni sui balconi, viene dunque da chiedersi quale sia il modo migliore per sfruttare al massimo questo tempo dilatato che si ritaglia ogni anno il suo spazietto, prima che l’Epifania faccia tabula rasa delle feste. E ovviamente il mio consiglio è quello di leggere. Vorrei quindi suggerire alcuni titoli per riempire queste giornate scegliendo con quale disposizione d’animo entrare in confidenza col nuovo anno.

Non posso fare a meno di iniziare da due titoli editi da La Nuova Frontiera che, durante la scorsa edizione di Più Libri Più Liberi, ha organizzato un divertente incontro con gli autori degli stessi, permettendo così di andare oltre quello che si legge nelle pagine.

Il primo è La Bambola di Kokoschka di Alfonso Cruz, un surreale e dolceamaro romanzo che si svolge tra uno scantinato di Dresda in cui si sente l’eco dei bombardamenti, e una libreria in cui l’amore, nelle sue complesse sfaccettature, fa da propulsore a una serie di vicende che si incastrano tra loro come scatole cinesi. Le avventure dei personaggi, in cui la disperazione lascia il posto a un lucido distacco verso il dolore della perdita, diventano così un’ode alla resistenza a qualunque costo, anche al prezzo del senno se il risultato è quello di continuare ad amare, anche quello che non c’è più.

Siamo lontani da Mattatoio n.5, eppure un po’ di Vonnegut permane nel tentativo di contestualizzare un passato che purtroppo non vuole saperne di sparire dalle pagine della contemporaneità. Cominciare l’anno con questo libro permetterà di misurare la propria fortuna da un punto di vista privilegiato, quello di chi è nato per intenderci lontano dalle bombe.

Il secondo libro, di cui a ragione si sente un gran bel parlare, è La Storia dei Miei Denti di Valeria Luiselli. Qui si narra la storia di un uomo che, percorrendo contorte strade ai limiti del nonsense, scopre infine la straordinaria dote di brillante banditore d’asta, che si declina non tanto nella bravura nel vendere, ma nell’abilità di rendere irresistibili gli oggetti proposti grazie alle storie tessute su di essi. L’affresco si arricchisce di particolari intriganti e di gran qualità, che vanno dai denti di Marylin Monroe ai dolori di Sant’Agostino, conferendo all’opera vari livelli di lettura, che hanno però il merito di sovrapporsi senza mai acciaccarsi. Il tutto impreziosito da tante risate, che aiuteranno sicuramente il lettore ad aprirsi più allegramente all’anno nuovo.

Passando ai fumetti, ma immaginando ciò che deve ancora avvenire, suggerisco La Terra dei Figli di Gipi, edito da Coconino Press che, in un magnifico romanzo illustrato pregno delle atmosfere de La Trilogia della città di K. della Kristov, dei paesaggi della Anna di Ammaniti e della determinazione de La Strada di McCarthy, proietta i suoi personaggi in un futuro desolato e morto dove falsi dei, fattori deformi e cannibali analfabeti popolano un mondo in cui i due ragazzi protagonisti vengono educati con la forza da un padre freddo e maldisposto, al solo scopo di renderli adeguati a quel contesto solo apparentemente senza amore.

Infine un consiglio sempre a fumetti, per chi fosse in cerca di una rivalsa, o bisognoso dell’energia necessaria a spezzare le catene della disperazione, o semplicemente curioso di scoprire l’ennesima eppur straordinaria declinazione assunta dai Paperi di Giulio e Marco Rincione che, lasciando solo un esile ma determinante riferimento con i più riconoscibili personaggi disneyani, pubblicano con Shockdom una delle storie più crude e terribili che mi sia capitato di leggere, in cui violenza, orrore e potere si annodano intorno al collo dei più deboli, degenerando nell’orrenda malattia della depressione. Dal Pippo sballato di Andrea Pazienza alla procace Ava di Cavezzali, nessuno aveva mai osato tanto. Un memento ideale per ricordarsi di non abbassare la guardia nei confronti del nuovo anno. Buona lettura.