Quella fotografia giunta dal Canada aveva fatto il giro del mondo: due papà felici fino alle lacrime, il neonato e la donna che lo aveva appena partorito lì accanto a loro. Faceva parte di una campagna per di sensibilizzazione a favore della maternità surrogata, una pratica che in molti Paesi, tra cui l’Italia, è ancora illegale e la cui legalizzazione è obiettivo di molte battaglie del mondo gay. A febbraio 2016 l’immagine fu però usata, senza il permesso dei due papà e della autrice Lindsay Foster, sui manifesti dal partito Fratelli d’Italia. E con un fine esattamente contrario: opporsi alla maternità surrogata nell’ambito della discussione sulle unioni gay allora in corso in Parlamento. Sotto la celebre foto, oltre ai simboli di partito, fu riportata la scritta: “Lui non potrà mai dire mamma. I diritti da difendere sono quelli del bambino”. Per questo motivo ora i due padri e la fotografa hanno fatto causa al partito di Giorgia Meloni per violazione del diritto d’autore e per lesione dell’immagine della coppia. Una causa civile davanti al Tribunale di Roma, promossa dagli avvocati Cathy La Torre e Michele Giarratano della associazione bolognese Gaylex. “Citiamo in giudizio Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni per aver rubato la foto di una coppia di canadesi per farne un manifesto omofobo. Siamo onorati di rappresentare Frankie, BJ e il piccolo Milo”, ha spiegato La Torre in un post su Facebook.

I due papà, BJ Barone e Frankie Nelson, originari di Toronto, vennero a sapere da un loro parente italiano della campagna di Fratelli d’Italia e chiesero agli italiani di aiutarli: “Potete per favore aiutare? Che stanno utilizzando la nostra foto illegalmente”, scrisse Barone su Twitter. L’azione legale finanziata con dei fondi raccolti sul sito internet di Gaylex, sono stati proprio i due avvocati bolognesi, che ora chiederanno i danni al movimento politico. “Quando per la prima volta abbiamo scoperto che la nostra foto era stata usata da Fratelli d’Italia, siamo rimasti sconvolti”, ha spiegato Nelson in una intervista riportata sul sito della agenzia di stampa Dire. “Noi speriamo di ricevere delle scuse e vogliamo che capiscano che non possono rubare le foto delle persone. Come partito politico non dovrebbero infrangere la legge, dovrebbero adottare degli standard più alti”.

Fratelli d’Italia non è nuovo a problemi di copyright per dei manifesti e sempre sullo stesso tema. Nel 2014 il fotografo Oliviero Toscani si arrabbiò quando una sua foto fu utilizzata, anche in quel caso, per una campagna contro le famiglie omosessuali: “Quella ‘rubata’ da Fratelli d’Italia era una fotografia per un giornale fatta per illustrare le varie famiglie che possono esistere, comprese quelle monoparentali, esattamente il contrario dell’uso che ne hanno fatto Meloni & Co. Quindi c’è anche una lesione morale oltre che legale nei miei confronti”, disse Toscani. Fratelli d’Italia si scusò con il fotografo spiegando che l’iniziativa di utilizzare quella immagine era stata presa da una sezione locale all’insaputa del partito nazionale.