Il governo Gentiloni incassa il via libera di Camera e Senato al Salvarisparmio. Con 389 voto favorevoli inclusi quelli di Ala e 134 contrari, Montecitorio ha dato l’ok alla risoluzione di maggioranza sulla relazione, presentata dall’esecutivo, che ha chiesto l’autorizzazione a nuovo indebitamento fino a 20 miliardi per interventi sul sistema bancario. A stretto giro è arrivato anche il placet di Palazzo Madama  con 221 voti favorevoli, 60 contrari e 3 astenuti.

Il voto alla Camera era stato preceduto dalle repliche del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in merito alla relazione di martedì, che sono state rivolte a un’aula semideserta, vista la presenza di solo una quarantina di deputati. A seguire le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari. Qui è arrivato l’annuncio del voto favorevole alla relazione del gruppo di Ala-Scelta Civica, che non aveva votato la fiducia al nuovo esecutivo. “Chiedete un impegno a scatola chiusa – ha detto il deputato Francesco Saverio Romano – se c’è una ragione, una sola, per cui noi con senso di responsabilità nei confronti dei cittadini italiani siamo chiamati a rispondere lo faremo anche in questa sede, dando il nostro voto favorevole con gli aspetti critici che al ministro Padoan non sfuggiranno”. Sì confermato anche da Forza Italia dopo che, alla vigilia, Silvio Berlusconi aveva anticipato la sua posizione. “Se il ministro Padoan darà un impegno di forte discontinuità rispetto al passato – ha detto il capogruppo di Fi alla Camera Renato Brunetta – quando il Parlamento non è mai stato ascoltato, allora noi esprimeremo un voto favorevole altrimenti ne trarremo le conseguenze. Vorrei da lei chiarezza adesso, nell’intervento in sede di replica”. Atteso anche il no del Movimento cinque stelle confermato al Senato dalla capogruppo Michela Montevecchi,che ha denunciato la richiesta “di una fiducia in bianco sull’ennesima toppa priva di un piano a medio e a lungo termine”.

“Un intervento precauzionale ha di per sé un impatto positivo sul sistema bancario e sulla fiducia dei mercati”, aveva ribadito Padoan nel suo intervento a Montecitorio sostenendo che l’obiettivo del governo è “mantenere la stabilità finanziaria, che è un bene di tutti, e tutelare al meglio il risparmio. Come avverrà, andrà valutato nei casi specifici“. E ancora, secondo il titolare del Tesoro “questa misura rafforza la capacità del sistema Italia di crescere e consolidarsi” e fornisce “un ulteriore elemento risanatore dei bilanci bancari”. “Molti – ha puntualizzato parlando di una “buona notizia” che viene ignorata – si stanno risanando in un meccanismo di mercato”. Per il ministro, poi, nonostante le stime parlino di necessità reali molto più alte, i 20 miliardi richiesti dal governo sono “una cifra sufficiente a dare un impatto segnaletico, ma non esagerata, perché indurrebbe a pensare che la situazione è più grave di quello che è. E non lo è, perché il sistema è solido e sano con alcune criticità, ben note, di casi specifici con caratteristiche precise”.

In scia al voto il titolo del Monte dei Paschi di Siena che in mattinata aveva toccato nuovi minimi storici, ha recuperato terreno per poi sprofondare nuovamente in scia alle attese sul ruolo del fondo Atlante. Sono attesi in serata i risultati della nuova offerta di conversione agli obbligazionisti retail. I numeri finora circolati non lasciano ben sperare. Ma a questo punto lo Stato ha gli strumenti per intervenire. Bisognerà vedere come e per quanto.