Proseguono le indagini sullo schianto dell’aereo Avro Regional Jet 85 con a bordo la squadra di calcio brasiliana Chapecoense che ha provocato la morte di 71 persone. In Bolivia è stato arrestato Gustavo Vargas, direttore generale della LaMia, la compagnia aerea del volo precipitato lunedì 28 novembre vicino a Medellin, in Colombia. Vargas era già ricercato a La Paz per diserzione. Insieme a lui sono finiti in manette anche altri due dirigenti. Inoltre è stato scoperto che il pilota dell’aereo, il boliviano Miguel Quiroga morto anche lui nello schianto, stava affrontando un procedimento disciplinare davanti alla giustizia militare per aver disertato dall’aviazione del suo Paese.

Il direttore Vargas, che in passato è stato pilota del presidente boliviano Evo Morales, è stato arrestato insieme al responsabile della manutenzione dei velivoli e un’impiegata amministrativa della LaMia. Il ministro per i Lavori Pubblici, Milton Claros, ha spiegato che esistono indizi riguardo a un traffico di influenze per l’ottenimento dei permessi di volo da parte della compagnia aerea. La giustizia boliviana ha chiesto all’Interpol di arrestare anche Celia Castanedo Monasterio, la funzionaria dell’amministrazione nazionale degli aeroporti che ha autorizzato il piano di volo dell’aereo in cui viaggiava la Chapecoense, malgrado non disponesse del carico di carburante previsto dai regolamenti. La donna è fuggita in Brasile, dove ha chiesto asilo, sostenendo di essere vittima di una persecuzione politica nel suo paese.

“Il capitano Quiroga, il pilota dell’aereo che è caduto, era a giudizio davanti alla Forza aerea boliviana, e aveva avuto a suo carico un mandato d’arresto“, ha annunciato il ministro della Difesa boliviano, Reymi Ferreira, come riporta l’agenzia di stampa Abi. In conferenza stampa ha anche spiegato che Quiroga, insieme ad altri piloti che avevano lasciato la Forza aerea boliviana, aveva invocato tutele costituzionali per evitare l’arresto. “Hanno ricevuto una formazione professionale, in cui lo Stato investe, ma improvvisamente a metà corso, invece di rispettare l’accordo e restituire le conoscenze e le competenze acquisite a favore dell’aviazione boliviana e dello Stato, hanno preferito rinunciare e chiedere le dimissioni“, ha spiegato il ministro.