C’era anche la squadra di calcio brasiliana di serie A Chapecoense sull’aereo, diretto all’aeroporto internazionale di Medellin, che nella notte italiana (22:15 ora locale) si è schiantato nel centro della Colombia. I passeggeri dovevano essere 81, tra cui nove membri dell’equipaggio tutti boliviani, ma è stato accertato che quattro persone non si sono mai imbarcate. Nessuna di queste quattro era un calciatore. Il numero dei morti, 75 seconde le prime informazioni, è quindi sceso a 71. I superstiti da cinque, annunciati nelle prime ore dopo l’impatto dal comandate della polizia regionale, Jose Gerardo Acevedo, sono saliti a sei. Il sesto, trovato sotto i rottami dell’aereo, è Helio Zampier Neto, difensore della Chapecoense. Tra i sopravvissuti altri due calciatori: Jackson Follmann e Alan Ruschel, 27 anni, uno dei terzini della squadra, ricoverato all’ospedale municipale de La Ceja che sarebbe in condizioni “stabili”, a quanto ha riferito la moglie. Salvi anche la hostess Ximena Suarez, il tecnico Erwin Tumiri e il giornalista Rafael Valmorbida.

L’aereo, un British Aerospace 146 gestito dalla compagnia charter boliviana Lamia, aveva segnalato problemi all’impianto elettrico. I piloti dell’aereo hanno inviato un messaggio di emergenza alle 22:00 di lunedì (ora locale, le 4 in Italia), hanno reso noto le autorità dell’aviazione civile colombiana. Il responsabile dell’agenzia, Alfredo Bocanegra, ha fatto sapere che le autorità non escludono che l’aereo sia rimasto a secco di carburante. Ufficialmente si continua a parlare di guasto elettrico – ha precisato Bocanegra – ma c’è la testimonianza di una assistente di volo secondo cui sarebbe finito il carburante. Bocanegra coordina anche le squadre di soccorso che sono state attivate immediatamente, ma un elicottero dell’esercito è stato costretto a rientrare alla base a causa della scarsa visibilità. Una delle due scatole nere dell’aereo precipitato è stata già ritrovata dai soccorritori: dalla sua analisi si potrà capire meglio qual è la causa dell’incidente.

“La mia famiglia, i miei amici, dove sono?”: sono le prime parole che Alan Ruschel, il portiere del Chapecoense, ha detto ai soccorritori giunti sul posto.
A trovare Ruschel è stato un gruppo di giovani che si sono subito avvicinati al luogo dell’impatto, dopo aver saputo che nella zona era avvenuto l’incidente. “L’unica cosa che sapevamo è che era caduto un aereo con 81 persone a bordo. Non abbiamo mai visto una cosa così, l’aereo era distrutto e c’erano molti cadaveri in diversi punti”, hanno raccontato al quotidiano El Tiempo di Bogotà.

“Che Dio accompagni i nostri atleti, funzionari, giornalisti e gli altri ospiti che viaggiavano con la nostra delegazione”. Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook la squadra di calcio brasiliana Chapecoense, aggiungendo che non rilascerà ulteriori dichiarazioni fino a quando non avrà valutato appieno la portata del disastro. La squadra brasiliana era diretta nella capitale per la partita con l’Atlético Nacional, incontro di andata per la finale della Coppa Sudamericana, in programma questo mercoledì. Da Maradona a Pelé e Neymar, le stelle presenti e passate del mondo del pallone hanno espresso il loro cordoglio per i calciatori che hanno perso la vita. “E’ un giorno triste per tutto lo sport mondiale”, ha commentato Joao Miranda, capitano della nazionale brasiliana e difensore dell’Inter.

Anche la nazionale argentina di Lionel Messi ha viaggiato recentemente sull’aereo precipitato ieri sera a Medellin, in Colombia. Lo scrive Marca online, che pubblica una foto di Messi e Javier Mascherano accanto ai due piloti, quando i biancocelesti si sono recati in Brasile per la partita di qualificazione in vista dei mondiali del 2018, vinta dai verde-oro due settimane fa per 3 a 0 al Mineirao di Belo Horizonte.

L’iniziativa delle altre squadre – Le società del Brasileirao, il campionato di calcio brasiliano, in una nota comune hanno chiesto alla federazione di adottare misure che evitino conseguenze sportive per la squadra vittima dell’incidente aereo. Fare in modo che la Chapecoense non possa retrocedere in Serie B e autorizzare il prestito gratuito di giocatori per la stagione 2017. “Essendo consci dei danni irreparabili causati da questo terribile evento, i club capiscono che questo è il momento dell’unità, del supporto e dell’assistenza alla Chapecoense”, scrivono le più importanti squadre brasiliane, tra cui Palmeiras, Corinthians, Santos e San Paolo. “In questo senso, le società hanno stabilito queste misure di solidarietà – continua la nota – con l’obiettivo sincero di ricostruire questa società e la parte di calcio brasiliano che oggi è andato perduto”.