Milo Yiannopoulos è un giornalista che scrive per Breitbart News, il sito di estrema destra (o destra alternativa) che ha supportato e influenzato l’opinione pubblica in favore di Donald Trump. Stephen Bannon, figura di spicco di Breitbart News, è stato appena nominato dal nuovo Presidente numero due (chief strategist) della sua prossima amministrazione.

Milo Yiannopoulos è uno degli esempi su come una nuova ventata misogina abbia travolto gli Stati Uniti e non solo. Questo individuo non è un semplice troll che trova piacere nell’insultare le donne (insieme a islamici e liberali), ma un megafono a cui viene data la possibilità di parlare davanti a un pubblico internazionale, in università e reti televisive. Innumerevoli sono i post di Yiannopoulos pubblicati su Breitbart, uno tra i più discussi – citato recentemente anche dal New York Times – è sulle donne e la loro influenza negativa nel mondo digitale.

“Con il loro femminismo moderno, i piagnistei e le lamentele degli insulti ricevuti via web, le donne stanno rovinando il divertimento degli uomini nell’utilizzo di Internet. Le donne sono più infastidite dalla crudeltà che gli uomini”. Questo è indubbiamente vero, ma anziché additare la solita debolezza del sesso femminile, bisogna considerare un’origine diversa dalla genetica. E’ piuttosto conveniente ignorare bassi attacchi online, quando si veleggia da una posizione di comando, di dominio.

Secondo l’autore, siccome le donne sono più suscettibili ai commenti da spogliatoio degli uomini, “le utenti dovrebbero semplicemente disconnettersi e continuare coi loro passatempi preferiti: scambiarsi ricette di torte, giocare a bridge o andare al centro benessere. Perché siccome gli uomini hanno creato Internet, e tutta la moderna civilizzazione, è giusto che siano loro a goderne i frutti”.

Yiannopoulos finisce il suo proclama dicendo che “il femminismo non porta mai a un’equità tra uomini e donne, piuttosto guida i sessi uno contro l’altro”. Ho passato la mia vita in mezzo agli uomini, lavorando e trascorrendo il tempo libero con loro, come una di loro, so che coesistere su uno stesso piano è possibile e arricchente, rispetto a una divisione rigida dei due mondi.

Leggere queste parole da un uomo giovane (trentadue anni) e vedere che trovano un’estesa platea di ammiratori è stomachevole, ma utile per guardare in faccia il momento attuale, e studiare il terreno sul quale proliferano queste idee malate e pericolose. Perché una nuova fiammata di sessismo sta prendendo piede nel mondo, con più virulenza che mai?

Perché le donne sono più indomite e influenti di prima. Più forte è la resistenza della parte debole che si vuole dominare, maggiore è lo sforzo di schiacciarla, sottometterla. Questo moto di odio, sebbene doloroso e violento, deve indurre le donne a credere di essere sulla strada giusta.

In un mondo sano non ci sarebbe bisogno di “insegnare” agli uomini il rispetto per le donne; ma non c’è niente di normale in una società dove violenze, stupri, omicidi sono endemici. Gli insulti alle donne sono tollerati, mandati in onda, diffusi con leggerezza, si ascoltano con una scrollata di spalle, dalla bocca putrida di persone come il Governatore della Regione Campania De Luca, il quale senza scomporsi sostiene che Rosy Bindi è “da uccidere”.

Gli uomini che odiano le donne non capiscono che la loro è una protervia trita, vecchia di secoli. Sostenere che le donne sono piccoli esseri lacrimevoli, stronze di natura, maldisposte verso gli uomini, incompetenti sul lavoro, sessualmente insoddisfatte, realizzate solo davanti a un fornello, non ne fermerà l’avanzata, dovessero impiegarci decenni.

Hillary Clinton è arrivata a un soffio dalla vittoria (e quantitativamente l’avrebbe anche fatto), e nel suo Concession speech ha incitato le donne a non mollare, a continuare a lottare per i valori in cui credono, al fine di infrangere quel soffitto di vetro che da sempre le tiene schiacciate.

Stroncare, sminuire i Milo Yiannopoulos, i De Luca, e tutti gli altri sopraffattori che ancora condizionano la società è il compito che dobbiamo portare a termine, per poter permettere alle bambine di oggi di conquistare i sogni di domani. Resistere e lottare è l’unica via per conquistare un posto nel mondo, e abbattere barriere invisibili.