Un attacco informatico proveniente dalla Russia nel giorno dell’Election Day, in grado di compromettere le operazioni di voto. Gli Usa temono che hacker incaricati da Mosca possano interferire sulla giornata elettorale di martedì 8 novembre, quando i cittadini statunitensi chiamati a scegliere tra Hillary Cinton e Donald Trump. E dalla Casa Bianca ipotizzano il worst case scenario, cioè l’ipotesi peggiore: un cyber-attacco in grado di chiudere una parte della rete elettrica o di internet. Ma ciò che è più probabile, e ne sono convinti molti funzionari Usa, è un’azione di minor impatto. Come, ad esempio, la diffusione di false informazioni o documenti via social, attraverso la manipolazione di Twitter, Facebook e di altre piattaforme di social media. Notizie costruite e messe in rete senza che i mezzi di informazione abbiano il tempo di verificarle.

Tutte possibilità che Washington sta valutando per adottare contromisure adeguate. Secondo Nbc “lo sforzo di contrasto è coordinato dalla Casa Bianca e dal dipartimento di Sicurezza nazionale, ma include la Cia, la National Security Agency e altri elementi del dipartimento della Difesa“. E la Russia è stata avvertita del fatto che ogni tentativo di manipolare il voto o il conteggio sarebbe stato visto come una grave violazione: “I russi sono all’attacco, gli Usa stanno lavorando sulle strategie per rispondere a questa offensiva, ai massimi livelli”, ha detto Michael McFaul, già ambasciatore degli Stati Uniti in Russia nel periodo 2012-2014.

Sono mesi che gli Stati Uniti accusano la Russia di interferire nella politica interna con attacchi hacker. Nei giorni scorsi lo stesso Vladimir Putin aveva rispedito al mittente le contestazioni di Washington e la Casa Bianca aveva respinto come “prevedibili” le dichiarazioni del presidente russo. Ad agosto addirittura si ipotizzarono possibili sanzioni e tre settimane fa il presidente Barack Obama ha ordinato alla Cia di rispondere con la stessa arma. E intanto, a un soffio dalle elezioni presidenziali, i candidati continuano a oscillare nei sondaggi.

Assange: “Trump ha dalla sua parte solo gli evangelici. Tutto l’establishment è con la Clinton” –  “Trump non lo lasceranno vincere. Perché lo dico? Perché ha tutto il potere dell’establishment contro”. Julian Assange, in un’intervista all’emittente russa Rt con cui collabora da anni, parla delle elezioni presidenziali americane. E prevede la vittoria di Hillary Clinton perché il candidato democratico, ha solo un gruppo di potere a suo favore, gli evangelici, “se si può chiamare così”. “Le banche, i servizi di intelligence, le aziende di armi, il capitale straniero, eccetera, sono tutti uniti dietro a Hillary Clinton“, ha continuato il fondatore di Wikileaks, secondo cui anche “i mezzi di comunicazione” sostengono ormai apertamente la vittoria della candidata democratica, “sia i proprietari dei media, sia gli stessi giornalisti”.

In un’anticipazione dell’intervista diffusa oggi, Assange discolpa il Cremlino dall’attacco informatico che ha permesso la pubblicazione delle email di Clinton. Quest’ultima, spiega, “ha dichiarato, in modo falso, in numerose occasioni, che 17 agenzie statunitensi considerano che la Russia è la fonte delle nostre pubblicazioni. Questo è falso”. Assange accusa quindi l’ex segretaria di Stato e i suoi consiglieri di “proiettare un’isteria neo-maccartista sostenendo che che la Russia sia responsabile di tutto”.

Negli ultimi mesi WikiLeaks ha pubblicato oltre 30mila email di Clinton provenienti da un server privato che la democratica utilizzò quando era a capo del dipartimento di Stato e, più recentemente, la corrispondenza confidenziale di John Podesta, capo della campagna elettorale della stessa Clinton. Il portale ha anche divulgato oltre 20mila email inviate e ricevute dai membri del Comitato nazionale democratico da cui emerge un atteggiamento sprezzante della direzione del partito nei confronti di Bernie Sanders, sfidante di Clinton nella primarie del partito. Fin dall’inizio Clinton e il suo entourage hanno accusato la Russia di aver piratato gli account di posta, con l’obiettivo di dare aiuto a WikiLeaks e beneficio a Trump. In risposta, Putin ha accusato Clinton di tentare di “deviare l’attenzione” sul contenuto dei messaggi e dai “problemi reali” della società nordamericana. “L’America è per caso una repubblica delle banane? Come può la Russia influenzare la scelta del popolo americano?”, si chiede Assange.