Il terremoto non dà tregua a Marche e Umbria. E questa volta, oltre a scuotere di nuovo Roma, spaventa anche la Toscana. Una nuova forte scossa si è verificata all’1,35: magnitudo 4.8, epicentro in provincia di Macerata, vicino a Pieve Torina, a soli 8,4 chilometri di profondità. A sentire il sisma in modo più forte i territori delle Marche, fino ad Ancona, ma soprattutto i paesi sconvolti dal terremoto di domenica: Visso, Ussita, Camerino, Serravalle di Chienti, Preci in Umbria. Tanta paura fra gli sfollati, ormai più di 20mila nelle Marche, ma nessuno ha chiamato i vigili del fuoco anche perché si trovano in zone sicure. Le verifiche per eventuali danni sono cominciate all’alba. Nuovi crolli sono segnalati nella zona rossa a Pievebovigliana, già distrutta dai terremoti della scorsa settimana: nella Chiesa di Santa Maria Assunta, una casa privata e a Colle Fiano. “È stata una gran botta – dice il sindaco Sandro Luciani – Ci siamo svegliati tutti, ammesso che qualcuno riesca a dormire veramente dopo tre mesi così”.

E’ ormai da una settimana che il Centro Italia non ha pace. Solo da mezzanotte tra Marche, Umbria e Lazio sono state registrate almeno 105 scosse di terremoto di magnitudo non inferiore a 2 punti. Oltre a quella dell’1,35, la più forte è stata alle 3,38, ha avuto una magnitudo di 3.2 e l’epicentro a Ussita (Macerata). Ma, come detto, questa volta il sisma si è esteso alle province di Arezzo e Firenze, ma anche dell’Aquila. I cittadini si sono spaventati soprattutto in Toscana: tre scosse tra le 5,21 e le 5,27 ha spinto i cittadini ad “assaltare” i centralini dei vigili del fuoco di Arezzo. Per il momento qui non si registrano danni.

Il primo effetto è che si fa più complicato il quadro delle verifiche di scuole e abitazioni private da controllare nelle Marche. Le richieste di sopralluoghi aumentano, spiegano dalla Sala operativa unificata della Protezione civile, e sono centinaia in più di giorno in giorno. Nelle aree del cratere, fra l’alto Maceratese e l’Umbria, la notte scorsa ha anche piovuto su tende e roulotte. “Per oggi – spiega Francesco Iocca – è prevista una coda di pioggia e freddo che dal nord della regione si sposterà verso sud in mattinata, con piogge fino a 5-10 millimetri. E picchi di 30 millimetri per temporali sparsi”.

Entro la fine della settimana, intanto, il governo potrebbe approvare in consiglio dei ministri il nuovo decreto per i fondi della ricostruzione. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ipotizzato che i due decreti – quello approvato a inizio ottobre per il post-sisma d’agosto e il prossimo – possano essere unificati, ma non è detto. Si tratta, comunque, di tecnicalità parlamentari. Il punto, come ricorda oggi il ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio ad Agorà, è che “ci vogliono tanti soldi perché sulla prevenzione abbiamo investito poco negli ultimi 20 anni. C’è chi stima 100 miliardi, dipende dalle priorità” ma “il lavoro può essere progressivo con 4-7 miliardi l’anno“. Si tratta di risorse “possibili perché noi spendiamo più di 4-5 miliardi anno per riparare il dissesto idrogeologico, dobbiamo spendere invece per prevenire”. Delrio aggiunge che “confida” nella comprensione dell’Unione Europea “della situazione eccezionale”. “L’Europa è casa nostra e dobbiamo sentirci a casa nostra – spiega il ministro – E’ impensabile che in una famiglia non si dia da mangiare al figlio perchè bisogna fare i conti con la banca”.