Fare una campagna per il sì al referendum. Fondamentale: agire online. Via social, con un sito. Essere virali. Avere un’immagine simbolo. Tipo: un bel gruppo di convinti sostenitori che guarda in camera. Severi ma giusti. E sotto la scritta: “Noi, donne e uomini della Sinistra, sosteniamo le ragioni del Si avendo a cuore prima di tutto democrazia, lavoro, welfare, solidarietà, equità, partecipazione. Per una democrazia inclusiva e decidente. Per una Politica capace di migliorare se stessa e le istituzioni, in cui i cittadini tornino a riconoscersi, per dare voce e protagonismo a chi non ne ha”. Parole che rappresentano quel gruppetto variegato in testa al sito. Dai tratti somatici che, però, tradiscono la provenienza. Come dire, tutto sembrano fuorché italiani.

C’è una signora che, ci immaginiamo, potremmo incrociare in Irlanda, un ragazzo che è il tipico afroamericano, oltre a carnagioni molto chiare e visi che suggeriscono altri passaporti. Infatti. Quelli non sono i sostenitori della Sinistra per il sì, ma i volti di una foto pubblicata (anche) sul sito di una clinica di igiene mentale a Northfield, Illinois. Si chiama Josselyn Center. E sulla pagina dedicata ai “volti dell’igiene mentale” compare proprio lei: l’immagine della campagna Sinistra per il Sì. Che, peraltro, è stata utilizzata in altre decine di siti. Basta cercarla su Google. E’ stata scovata su Twitter e chi l’ha scoperta ha accostato anche i due screenshot dai rispettivi siti. La foto è la stessa. In due parole, epic fail.

Il sito della Sinistra per il sì, fra l’altro, riporta in calce alcuni illustri testimonial: si va dal ministro della Giustizia Andrea Orlando fino a Luciano Violante, Vannino Chiti e Luigi Berlinguer. E ancora: Fassino e Martina, Finocchiaro e Zavoli. Sovrastati dall’immagine di un centro di salute mentale. A nulla sono serviti i recenti precedenti che hanno smascherato in rete altri strafalcioni fotografici. Parliamo, ad esempio, delle foto usate dalla contestata campagna del Fertility Day promossa da Beatrice Lorenzin, dove il ministero della Salute aveva inserito nei suoi opuscoli l’immagine di uno spot anti-droghe pesanti del procuratore Bill Montgomery della contea di  Maricopa, Arizona, e un’altra pubblicata anche sul sito di Penn Hill Dental, clinica dentistica del Dorset, Inghilterra. Entrambe in vendita su diversi store di immagini tipo Shuttershock o istock.

Poco tempo fa, poi, un altro noto precendente: a settembre la sindaca di Roma Virginia Raggi aveva scelto come immagine di copertina una folla oceanica. Affollata manifestazione Cinque stelle? No, concerto di un noto, notissimo, deejay francese. “Questa è una mia foto – aveva detto il fotografo Pál Szilágyi-Palkó – fatta ad un concerto di David Guetta in Romania, non un comizio politico”. E oggi arriva la Sinistra per il sì con l’immagine della clinica di igiene mentale. L’ultimo epic fail. Per ora.

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