Regione Lombardia, Comune di Milano e Università statale. Tutti contro il governo, che all’ultimo ha fatto saltare dalla legge di bilancio i fondi del governo che dovrebbero impedire il fallimento della società Expo e consentire i primi passi per il trasferimento delle facoltà scientifiche dell’ateneo milanese sulle aree dell’esposizione. Lo stupore con cui è stata accolta all’inizio la beffa ha lasciato presto il passo alle critiche, più o meno velate. Il più duro di tutti è il governatore lombardo Roberto Maroni, che prima in un’intervista al Corriere poi in conferenza stampa attacca l’esecutivo senza mezze parole: “Il governo Renzi fa solo pasticci. E’ uno schiaffo non tanto alla Regione Lombardia, quanto ai cittadini lombardi. Ed è uno schiaffo al Comune di Milano e al sindaco Sala”.

In effetti il taglio dei 9,5 milioni che il ministero dell’Economia dovrebbe destinare dal 2017 al 2021 al progetto di liquidazione della spa guidata fino allo scorso febbraio da Giuseppe Sala ha soprattutto una conseguenza: il rischio che Expo sia costretta a portare i libri in tribunale, con conseguente danno di immagine per l’attuale sindaco che ha sempre raccontato la favola dei conti in ordine. Oltre al denaro del ministero, 14,2 milioni per rifinanziare la società dovrebbero essere garantiti dagli altri soci, ovvero comune di Milano, città metropolitana, camera di commercio, e proprio Regione Lombardia. Di qui la minaccia di Maroni: “Per ora abbiamo confermato nel bilancio regionale la nostra parte di finanziamento, ma è chiaro che se entro fine anno
non sarà reintrodotto il contributo straordinario del governo, anche noi
ci comporteremo di conseguenza”.

Una questione che, sebbene Sala per il momento taccia, non lascia tranquilli nemmeno i vertici di Palazzo Marino. Per tutti parla Gianni Confalonieri, uomo Expo per il comune ai tempi di Giuliano Pisapia e oggi responsabile delle relazioni istituzionali: “Siamo rimasti tutti esterrefatti”, “il mio esercizio di fiducia si è abbondantemente esaurito”, se non salta di nuovo fuori l’articolo sulla liquidazione di Expo “sarebbe un danno irreparabile”, sono solo alcune delle espressioni usate in un’intervista a Repubblica.

Ma non finisce qui, perché a saltare sono stati pure gli 8 milioni di euro destinati al trasloco del campus della statale che dovrebbe sorgere sulle aree Expo accanto allo Human Technopole. Il centro di ricerca voluto da Renzi per il momento è stato l’unico a salvarsi, visto che la versione definitiva della legge di bilancio ha conservato i quasi 800 milioni previsti di qui al 2023 (10 nel 2017). Ma ora lo Human Technopole rischia di perdere le sinergie che l’affiancamento della statale garantirebbe. Il rettore Gianluca Vago aveva chiesto più volte un segnale concreto e ora, dopo che quel segnale concreto è saltato all’ultimo, dal suo ateneo viene diramata una nota piuttosto chiara: “Il progetto del campus richiede un
impegno complessivo valutato tra i 350 e i 380 milioni di euro.
La Statale può sostenere, con fondi propri i due terzi della spesa. Si rende necessario quindi un cofinanziamento pari a un
terzo del costo totale stimato, circa 130 milioni. Se questo
sostegno non si concretizzerà entro il termine di approvazione
definitiva della legge di stabilità la Statale non potrà che ritirare, con rammarico, la
manifestazione di interesse avanzata alla società Arexpo (proprietaria delle aree dell’esposizione, ndr)”. Una questione che non lascia tranquillo neppure Maroni: “E’ scandaloso che il governo non riesca a trovare 8
milioni di euro”.

A nulla sono dunque valse le pezze che ha provato a metterci domenica il ministro Maurizio Martina: “Il governo conferma l’interesse
strategico per il progetto del campus dell’Università statale di
Milano, che troverà il suo specifico sostegno pluriennale nell’ambito
del Patto tra governo e Lombardia in corso di redazione proprio
in queste settimane. Proprio per sostenere in modo specifico il
campus ci saranno risorse aggiuntive dalla programmazione dei
fondi europei di coesione e sviluppo. Infine, tutti i
provvedimenti per la liquidazione definitiva di Expo spa sono
seguiti con grande attenzione ed entreranno in provvedimenti già
in corso di discussione”.
@gigi_gno