“Io sto tranquilla? Mica toccano le mamme… i figli… no?” “Noi non abbiamo toccato i bambini… ma solo loro”. Le signore della camorra hanno paura. Un’angoscia ancestrale, un terrore di ogni mamma, anche se è una donna del clan. Il terrore che si spari sui figli o su piccoli inermi. Che non si guardi in faccia niente e nessuno. Che saltino gli schemi, si violino codici non scritti. “Se i nostri ragazzi esagerano, se continuano a sparare incuranti del rischio, meglio che vengano arrestati”.

Le cimici registrano tutto. Le hanno piazzate la Squadra mobile di Napoli e i carabinieri del nucleo operativo Compagnia del Vomero. Ascoltano conversazioni finite agli atti di un’inchiesta della Dda di Napoli – pm Enrica Parascandolo ed Henry John Woodcock, procuratore aggiunto Filippo Beatrice – su una delle faide che insanguinano il ventre di Napoli. È la guerra tra i clan del 30enne Valter Mallo e dei Lo Russo, “i capitoni”. Si contendono il controllo delle piazze di spaccio del Rione Guanella (dove il 17 settembre scorso un bambino fu strappato dalle braccia della nonna per far uscire allo scoperto il padre, ndr). Mallo è finito in carcere a maggio insieme ai suoi uomini di fiducia, Paolo Russo e Vincenzo Danise. Aveva un pitone in casa. In quel momento si teme che il suo arresto destabilizzi i fragili equilibri e scateni rivolte e vendette senza senso.

Tra boss sempre più giovani e capi storici in disarmo, tentati dalle lusinghe di una collaborazione di giustizia, le donne di camorra acquisiscono un ruolo apicale. E lo gestiscono con logiche e paure da madri: cercando di proteggere i figli, frenandone gli eccessi. Timorose delle conseguenze di guerre senza criterio. Scrive il gip Francesca Ferri in un’ordinanza notificata a un ragazzo del clan: “La madre di Mallo, Dora Menna, ha condiviso logiche criminali di alto livello, di cui era parte il marito (ucciso negli anni ‘90, ndr), mentre il figlio ed i suoi amici, che ella stessa continuamente definisce ‘mongoli’, vogliono fare i boss ma in modo sbagliato. Infatti, danno fastidio a tutti anche nel loro stesso quartiere, nel loro palazzo, addirittura occupando abitazioni assegnate ad altre famiglie”.

“La donna – prosegue il giudice – è seriamente preoccupata per questi atteggiamenti e condivide tali preoccupazioni con la madre di Vincenzo Danise: se continuano a comportarsi in questo modo; se continuano a scendere in strada ed a sparare incuranti del rischio, che hanno effettivamente corso, di uccidere bambini; se continuano a farsi notare ed ad attirare i controlli delle Forze dell’Ordine, il loro destino è segnato: saranno ammazzati. Ed allora, per le mamme dei giovani boss, è meglio che vengano arrestati”.

5 maggio 2016, hanno appena arrestato Valter Manno e a casa Manno la madre, Dora Menna, parla con un complice del figlio, Rudy Rizzo (catturato pochi giorni fa). C’è anche un’altra persona, Rita.

Dora Menna: Senti Rudy, ma noi stiamo tranquilli ora? Io sto tranquilla? Sto tranquilla, ho detto?

Rizzo:  Io sto da fuori (ndr: ci sono io libero)… state sempre tranquilla…

Dora: Ma… perché? Poi… che.. vi… che ho fatto?

Rizzo: A voi nessuno vi fa niente, ‘a zì!

Dora: Perché, mica toccano le mamme… i figli, no?

Rizzo: ‘A zì, quando mai… su questo… perché noi non abbiamo toccato le famiglie loro! Noi ce la siamo presi con loro, mica ce la siamo presi con loro…

Rita: Ma stanno gli altri che se ne fottono, però!

A casa Mallo è un via vai di gente, entrano tali Gennaro e Gaetano, la signora Dora si sfoga, emergono le paure. Sente in lontananza Rizzo.

Dora: Per l’amor di dio… pure a lui (Rizzo, ndr) devono arrestare.. Gesù Cristo… scusalo a lui e a tutti i figli di mamma

(…)

Dora: Genni non devi stare nel rione… devi stare dal lato di Gaetano (ndr, nella zona dove abita Gaetano)

Gaetano: Con il motorino, là, è pericoloso… ora loro (ndr, i Lo Russo) possono sparare!

Dora: No, sparare no, però dovete…

Gaetano: Vogliono festeggiare, in testa loro!

Dora: Io penso… non li dovrebbero toccare i bambini… perché quello… mo ci vuole… mica noi abbiamo toccato i bambini… però a volte li sai… sono montati… sono fanatici…