Parliamoci chiaro. Questo referendum non è un giudizio sul governo Renzi. L’errore iniziale di Renzi di voler personalizzare la Riforma costituzionale è stato ampiamente discusso e analizzato.

Dopo anche l’ammissione di detto errore però ora si deve parlare del merito della Riforma. Dobbiamo veramente leggere gli articoli della Costituzione riformati e analizzarli serenamente senza incorporare pregiudizi e personalismi. La nostra Costituzione e i suoi principi fondamentali non vengono per nulla toccati. Non c’è un solo articolo che limita tutte le garanzie costituzionali a difesa e tutela del cittadino e della nostra Repubblica.

Gli stessi padri costituenti hanno introdotto la possibilità di modificare la nostra carta fondamentale e renderla più attuale ed efficace. In un altro clima politico non ci sarebbe stato alcun dubbio su come votare. Tutte le persone di buon senso avrebbero votato SI’ senza se e senza ma.

Perché è innegabile che detta Riforma faccia un passo avanti decisivo verso la fine del bicameralismo perfetto, semplifichi il procedimento legislativo ed elimini organi ormai superati come il Cnel, nonché elimini dalla Costituzione la parola “Provincia”.

E’ comprensibile invece, ma fuorviante, che dopo tanti anni di mala politica ora tutto venga visto come un trabocchetto o come negativo. Il famoso benaltrismo, che sintetizza l’espressione “ci vuole ben altro” non porta, però, da nessuna parte.

E ricordiamoci una cosa fondamentale. Se questa riforma non passerà, i politici e soprattutto i Parlamentari mai più voteranno una legge costituzionale per autoeliminarsi. Perché è facile capirlo. Avranno come comodo e giusto pretesto il fatto che i cittadini abbiano detto “no”. Non vogliamo cancellare il Senato. O meglio non vogliamo neanche la riduzione. Insomma non solo non verrà cambiato ed eliminato il bicameralismo perfetto ma il tutto sarà precluso per i prossimi decenni.

Ricordiamoci anche che le Riforme costituzionali non sono semplici leggi ordinarie ma necessitano dei passaggi previsti dall’art. 138 della Costituzione, ossia due deliberazioni a intervallo non minore di tre mesi e approvate a maggioranza assoluta dei componenti nella seconda votazione. Quindi parlare di Renzi o del suo governo non c’entra nulla. Renzi non è immortale e dopo di lui altri arriveranno. Mentre la Costituzione e le Riforme sono ormai più di 60 anni che non vengono realmente modificate in meglio.

L’invito è leggere la Riforma e togliersi dalla testa i politici che la sponsorizzano o che la bocciano. Molti, purtroppo, non conoscono neanche l’attuale Costituzione. E molti altri neanche sanno i principi cardine del nostro Ordinamento. Insomma difficile poter ragionare se mancano completamente certe basi. Pertanto, prima di seguire gli slogan è bene informarsi in prima persona.

Da evitare i siti stile Lercio.it o ilFattoquotidaino.it, ossia siti palesemente falsi che alimentano opinioni di persone sì in buona fede, ma spesso e volentieri completamente ignoranti.

Allora la questione è moto semplice. E’ meglio avere due assemblee (Camera e Senato) che fanno la stessa cosa o è meglio eliminare il Senato e farlo diventare una camera delle Autonomie (con rappresentati delle Regioni e delle grandi città)?

Togliere dalle argomentazioni le bugie e dalle risposte le palesi bugie. Saranno tutti eletti ed in ogni caso la legge elettorale viene fatta con legge ordinaria e non con la Riforma Costituzionale.

Apriamo la mente e facciamoci la nostra opinione. Non è il momento di delegare. Scegliere in questo caso spetta al singolo cittadino con il proprio voto. La possibilità del Referendum è proprio questo. E soprattutto in tal caso non esiste alcun quorum da raggiungere. Vincerà chi prenderà anche un solo voto in più.

L’Italia ha bisogno di cambiare e di togliere ogni scusa a chi ci governa. Andiamo avanti con la nostra testa. Poi ognuno di noi è libero di sbagliare o di aver ragione ma sempre e comunque è meglio farlo con la nostra libera scelta.