Lunedì mattina la quotazione del peso messicano rispetto al dollaro è salita del 2% sui mercati asiatici, toccando i massimi da un mese (a quota 18,91), in scia alla vittoria di Hillary Clinton nel secondo confronto tv con il candidato repubblicano Donald Trump. L’andamento del peso, secondo Reuters, è diventato un barometro delle chance di vittoria del discusso tycoon, scese ai minimi termini dopo la diffusione di un video del 2005 in cui fa affermazioni sessiste censurate anche dal suo aspirante vice Mike Pence e dai candidati repubblicani a Camera e Senato.

L’aumento delle chance della candidata democratica alla Casa Bianca tende infatti puntualmente a riflettersi in un apprezzamento della valuta del Paese ai cui confini Trump sostiene di voler costruire un muro per contrastare l’immigrazione clandestina oltre a voler disconoscere il trattato di libero commercio Nafta che ha eliminato le barriere tariffarie tra Usa, Messico e Canada.

Il trader di una banca giapponese ha riferito a Reuters che è in corso quello che gli addetti ai lavori chiamano “Trump trade”: gli operatori scommettono al rialzo sul peso contro i “porti sicuri” rappresentati dallo yen e dal dollaro canadese.