“C’è gente che preferisce che io non rimanga. Il mondiale in Russia del 2018 sarà la mia ultima competizione con la nazionale”. L’annuncio di Gerard Piqué è arrivato a pochi minuti dalla fine della partita tra Italia e Spagna di domenica sera. Ed è destinato a far discutere. Il clamore non è dovuto solo al fatto che uno dei centrali difensivi più forti nella storia delle Furie Rosse abbia deciso di abbandonare anzitempo la Roja. Ad accendere le polemiche è piuttosto il motivo per cui la decisione sarebbe maturata: sono stati i tifosi, si è sfogato Piqué nel dopopartita, ad aver “ucciso la mia voglia di giocare a calcio per la nazionale”.

Un rapporto, quello tra il difensore del Barcellona e larghi settori della tifoseria spagnola, che vive da tempo di tensioni e malumori. L’ultimo episodio – “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, ha detto lo stesso Piqué – è avvenuto ieri sera, in occasione del match di qualificazione per i mondiali di Russia che le Furie Rosse hanno vinto 2 a 0 contro l’Albania. Piqué, che aveva inizialmente deciso di scendere in campo con la maglia a maniche lunghe, ha poi optato per quella più corta: ma anziché cambiare la camiseta, si è armato di forbici e ha tagliato da solo le maniche. Un gesto che è stato interpretato, da molti tifosi e qualche commentatore sportivo iberico, come un tentativo di rimuovere le strisce gialle e rosse, il riferimento alla bandiera nazionale.

La Federazione spagnola è intervenuta subito a difesa del giocatore: “Piqué ha tagliato le maniche – si legge in una nota ufficiale – solamente per essere più comodo: inoltre la versione a maniche lunghe della maglietta utilizzata non presenta alcun richiamo ai colori giallorossi. L’Adidas li ha inseriti solamente nella versione a maniche corte”. Anche Piqué, per tentare di bloccare sul nascere le insinuazioni, già nel dopopartita si è presentato con la maglia a maniche lunghe utilizzata dal suo compagno Sergio Ramos e, davanti alla telecamere, ha mostrato che non c’è alcun riferimento alla bandiera spagnola. Secondo i maliziosi, però, questa prova non basta a fugare i dubbi: gli accusatori – molti dei quali si sono lanciati in aspri commenti sui social network – sospettano che Piqué abbia deciso di ricavare la propria maglia da quella a maniche lunghe proprio per evitare di mostrare il bordo giallorosso presente nella versione ufficiale di divisa a maniche corte.

Retroscenismo? Complottismo? Forse. Ma non sembra un caso che questo accada proprio in riferimento a Piqué. Il difensore, vera e propria bandiera del Barcellona, è da tempo al centro delle polemiche dei tifosi spagnoli per le sue note convinzioni separatiste. In passato, il difensore blaugrana è stato criticato per alcune sue dichiarazioni che sono sembrate inneggiare all’indipendenza della Catalogna. “Solo affermazioni di una bandiera del Barça, che dunque non ha simpatia per Madrid per motivi calcistici”, ribattono i suoi sostenitori.

Uno dei primi casi di questa lunga diatriba avvenne nell’aprile del 2011, l’anno dei 4 Clasicos in 3 settimane. Al termine di un partita di Liga tra Barça e Real, alcuni giornali riportarono alcune frasi pronunciate da Piqué nel tunnel degli spogliatoi: “Ehi, spagnoli, tra qualche giorno verremo a prenderci la Coppa del vostro Re“. Lo staff del club catalano negò la veridicità della notizia, ma ciò non valse a svelenire il clima. D’allora in poi, furono molti gli atteggiamenti di Piqué contestati dai supporter spagnoli, nonostante le vittorie da lui riportate con la Roja: un mondiale e un europeo giocando come pilastro insostituibile della difesa.

Nell’ultima competizione continentale, il suo sguardo basso durante la Marcha Real prima della partita tra le Furie Rosse e la Croazia venne interpretato da alcuni come un gesto irriguardoso. Anche stavolta Piqué smentì, ma evidentemente il malcontento del giocatore cresceva. E così domenica sera, di fronte all’ennesima contestazione, l’annuncio: “È una scelta che medito da tempo, non è uno sfogo di rabbia. Dopo il mondiale del 2018, basta con la Nazionale”.