Lo sciopero dei fattorini torinesi “contrattualizzati” da Foodora (consegna a domicilio di cibo) ha aperto un altro pezzetto di quel mondo in perenne contraddizione che noi chiamiamo “modernità”. E’ lo stesso mondo che permette di comprare low cost senza pensare all’alleggerimento dei diritti del lavoratore. La proliferazione di start up legate ai servizi è la stessa proliferazione di una condizione di dumping assai pericolosa. Ben prima che scoppiasse questo caso, mi ero già occupato delle condizioni lavorative cui sono sottoposti questi moderni pony express, la cui remunerazione è legata alla velocità delle consegne. Vale per il cibo e vale per qualsivoglia prodotto, dalla merce ai documenti.

Ci eravamo indignati per i laboratori cinesi di Prato e delle varie Chinatown italiane senza accorgerci che lo stesso processo era in corso per mano di italianissimi signori che diventano imprenditori sui diritti (negati) degli altri. Tutto il mondo del lavoro si sta avviando verso questa pericolosa deriva, non accorgendosi che la spinta ad accettare tutto prima o poi diventerà ribellione. Parlando con questi ragazzi e con questi signori raccogli spesso il racconto di chi è soffocato da rate da inseguire. La saldatura tra la condizione di indebitato e quella di precario (a volte pure precario rischia di essere una parola generosa…) toglie il senso del collettivo nella protesta, esaltando – per forza di cose – l’individualista sofferenza ad accettare qualsiasi lavoro a qualsiasi condizione ‘perché ho delle spese da saldare’.

Questa è la forza di chi sfrutta. Io penso che la modernità non passi per questa strada. Non è col download di una app che creiamo lavoro o sviluppiamo l’imprenditoria. Accorciare i tempi rischia di essere la corsa folle di chi sta seguendo la massa senza sapere la direzione e l’approdo. Velocizzare è (non a caso) la parola magica di Renzi, anche nella campagna referendaria. Velocizzare per andare dove però non sembra essere una domanda. Eppure credo che sia la questione di fondo. Stiamo velocizzando ogni processo e magari un domani (come Amazon sta già facendo) i robot e i droni non avranno più bisogno di rider costretti rischiare la vita per qualche euro da mettere in tasca, però poi ci guarderemo attorno e ci scopriremo più poveri. Poveri con l’affanno.