Otto magistrati in corsa per sostituire il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo. Si è chiuso al Consiglio superiore della Magistratura il termine per concorrere all’incarico che sarà vacante da febbraio 2017. Quando Colangelo andrà in pensione. A presentare domanda, nomi noti come quello di Federico Cafiero De Raho, oggi a capo della Procura di Reggio Calabria. Dovrà vedersela, secondo fonti attendibili, principalmente con il capo di Gabinetto del ministro della Giustizia Andrea Orlando, Giovanni Melillo. Che aveva fatto domanda solo pochi mesi fa per concorrere a Palazzo di Giustizia a Milano. Incarico per il quale si è invece puntato su Francesco Greco, uno dei magistrati di punta del pool di ‘Mani pulite’. Ma chi sono e da dove vengono i candidati per la procura di Napoli?

In ordine di anzianità c’è innanzitutto Alessandro Pennasilico, procuratore della Repubblica a Torre Annunziata dal 2013: classe 1949, risulta in carriera dal 1977; ex componente del Csm, conosce la procura di Napoli come le sue tasche: l’ha guidata da reggente dopo l’addio di Giandomenico Lepore e prima dell’insediamento dell’attuale procuratore, Colangelo. C’è poi Rosario Cantelmo, classe 1950, anche lui in carriera dal 1977: è da aprile 2013 Procuratore della Repubblica ad Avellino. Da molti definito il ‘Di Pietro del Sud’ ha fatto parte del pool sulla Tangentopoli napoletana degli anni ‘90.

Terzo, essendo nato nel 1952 e in carriera dal ‘78, è Federico Cafiero De Raho, uomo di punta della lotta alla ‘ndrangheta. E prima di arrivare in Calabria bestia nera della Camorra: napoletano di origine, è considerato un pioniere delle indagini sul clan dei Casalesi, in particolare quella da cui è scaturito il processo Spartacus. In molti, per questo lo indicano come il candidato più accreditato per succedere a Colangelo.

C’è poi Bernardo Petralia, classe 1953, in carriera dal 1980 e da tre anni Procuratore aggiunto a Palermo. Dove è approdato dopo aver lasciato la procura di Marsala e prima ancora Roma dove era stato eletto nel 2006 componente del Csm. Nei primi anni Ottanta, sostituto a Trapani aveva lavorato a fianco di Giangiacomo Ciaccio Montalto, poi ucciso dalla mafia.

A seguire, ecco Armando D’Alterio: nato nel 1955 e in carriera dal 1980 è Procuratore della Repubblica di Campobasso dal 2009. A Napoli per moltissimi anni, ha riaperto nel ‘94 le indagini sull’omicidio di Giancarlo Siani. Nel suo curriculum anche la nomina nel 2007 a vicecapo del Dap, il Dipartimento della amministrazione penitenziaria da parte del ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Leonida Primicerio, nato nel ’53 e in carriera dal 1981 è stato invece  nominato da Palazzo dei Marescialli, poco meno di un anno fa, Procuratore generale di Salerno. Nel corso della sua carriera numerose le indagini collezionate contro la criminalità organizzata operante in Campania negli anni ‘80-’90. E’ stato componente del Csm.

C’è poi nella lista dei candidati l’unica donna in corsa per la procura partenopea:  Maria Vittoria De Simone, classe ’55 e in carriera dal 1984, dal 2009 sostituto procuratore presso la Direzione nazionale Antimafia. E’ uno dei magistrati dell’inchiesta che ha portato al ritrovamento di due quadri di Van Gogh trafugati ad Amsterdam 14 anni fa e finiti nelle mani della camorra.

Chiude la classifica, come candidato più giovane (è nato nel 1959), Giovanni (Pio Luciano) Melillo in carriera dal 1985 e attualmente capo di gabinetto del ministro Andrea Orlando. A via Arenula è arrivato lasciando, dopo otto anni la Direzione nazionale antimafia. Vi era approdato dopo essere stato capo dell’Ufficio affari giuridici della Presidenza della Repubblica all’epoca di Carlo Azeglio Ciampi. 

Questi i candidati in corsa. Anche se lo sprint per la procura di Napoli non è senza ostacoli. Come quello rappresentato dal decreto del governo sull’efficienza degli uffici giudiziari. Che ha aumentato da tre a quattro anni il termine minimo di permanenza nell’incarico per poter chiedere il trasferimento ad altra sede. Se ne dovesse richiedere l’osservanza, ne risulterebbero penalizzati diversi candidati, a partire proprio dal favorito e cioè Cafiero De Raho che è procuratore di Reggio Calabria da 3 anni e 10 mesi. Solo che, ecco la sorpresa, il testo originario è stato corretto in commissione Giustizia alla Camera, dove è stato approvato un emendamento che prevede che il nuovo termine non si applichi alle procedure che sono state avviate prima dell’entrata in vigore del decreto. Il nuovo testo dovrà ora essere esaminato in aula sia a Montecitorio che al Senato.