A questo punto mi risulta parecchio difficile non parlare di Andrea Danzi come prossima rivelazione del calcio “made in Verona”. Lo scorso anno già in pianta stabile agli ordini di mister Pavanel quando, sulla carta d’identità, di anni ne aveva appena 16 e quest’anno elemento imprescindibile del gioco dell’Hellas Primavera sempre sotto l’attenta guida del tecnico veneto: quantità e tanta qualità nelle prime uscite stagionali dei gialloblu il suo biglietto da visita. Chiedere rispettivamente alle squadre Primavera di Brescia, Trapani, Milan e Fiorentina incapaci di arginare il talento del longilineo centrocampista veronese.

Originario di San Martino Buon Albergo (VR), il mediano classe ’99 è da considerarsi uno tra i maggiori prospetti di quest’annata nel panorama nazionale. In questa stagione sta portando a termine la propria maturazione nel settore giovanile dell’Hellas con una anno di anticipo rispetto a tanti dei suoi compagni di squadra, proprio come è solito fare da quando la sua carriera ha avuto inizio nel vivaio del Verona. Di fatto Andrea è solito bruciare le tappe: Giovanissimi, Allievi (protagonista al Torneo di Arco dello scorso anno in finale contro la Juve campione) e infine Primavera, sempre vissuti da primattore e sempre sotto età media. E non è detto che anche l’esordio in Prima squadra tardi ad arrivare, magari sfruttando la serie cadetta o il finale di stagione come trampolino di lancio.

Molto considerato dai selezionatori azzurri (ultimo della lista, mister Vanoli ct della Nazionale italiana under 19) per il suo gioco e per la sua personalità (sempre equilibrato e pacato nei comportamenti), Danzi quest’anno sembra aver colmato in parte anche quel gap fisico riscontrato la scorsa stagione. Condizione questa, che non ha intralciato minimamente la sua crescita tecnico-tattica, iniziata in tempi non sospetti quando era solito agire da trequartista e preferire la fase offensiva a quella difensiva. Col passare degli anni e con la tenacia che ha dimostrato – e dimostra – quotidianamente in allenamento, è andato perfezionando anche quest’aspetto, diventando un ottimo centrale di centrocampo (in regia o da mezz’ala) che abbina capacità coordinative di reazione e orientamento spazio-temporali, a quelle condizionali di velocità e resistenza: in sostanza,vero fulcro del gioco della Primavera dell’Hellas Verona.

Dominio e conduzione di palla il suo pane quotidiano, buon dribbling e accelerazioni per creare superiorità numerica completano infine il prossimo ragazzo pronto (con riserva) al salto di qualità in Prima squadra agli ordini di mister Fabio Pecchia, dopo i buoni inserimenti lo scorso anno di Checchin (oggi al Prato) e Fares, quando alla guida tecnica dei veneti si alternarono Mandorlini e Del Neri. Ma non c’è fretta, perché il tempo è ancora dalla sua parte.