Al Congresso annuale della Associazione Luca Coscioni, che si terrà a Napoli dal 30 settembre al 2 novembre proporrò un impegno più intenso ed “aggressivo” della Associazione sui temi della sanità e della non autosufficienza, secondo questo schema di ragionamento.

Gli anni trascorsi dai convegni organizzati dalla nostra associazione (2009/2010) non hanno portato alla soluzione dei problemi. Le nomine dei dirigenti apicali delle circa 200 principali Asl e ospedali hanno continuato ad essere effettuate con criteri clientelari e partitici, con un conseguente sperpero di risorse che gli esperti quantificano nell’ordine di diversi miliardi.

Né sembra che le nuove norme del ministro Marianna Madia, emanate a fine luglio, possano servire a togliere il potere decisionale ai politici delle varie regioni. E’ vero infatti che una commissione di esperti del Ministero della Sanità formerà (e aggiornerà ogni due anni) una lista di potenziali top manager con precise qualifiche, e questo è già un fatto positivo. Ma è anche vero che  nelle regioni ci sarà poi una commissione di esperti che – attingendo ai nomi della “lista unica” del Ministero – proporrà una terna di nomi fra i quali il presidente della Regione sceglierà il suo preferito. Dunque, probabilmente si eviterà lo scandalo di alti dirigenti del tutto incompetenti, ma non si eliminerà la possibilità, per i vertici delle Regioni, di scegliere il candidato più “disponibile”.

E’ un problema di primaria importanza, sia sotto il profilo morale sia dal punto di vista della gestione del Ssn, che andrebbe affrontato con iniziative politiche, legali e giudiziarie.

Per far fronte a questa realtà, penso da un lato a portare dalla nostra parte qualche esponente di Regioni virtuose, dall’altro a “mettere sotto accusa” qualche collega delle molte regioni “viziose”: anche – se i nostri esperti legali ce ne confermeranno la possibilità – con denunce alla Magistratura. Mi auguro che qualcuno dei nostri esperti sia in grado di tirar fuori i dati/curricula dei top manager delle regioni in cui operano, per denunciare i casi di palese inadeguatezza e chiedere la rimozione dei dirigenti inadeguati.

Il costo dei farmaci

Un secondo problema fondamentale è quello del costo dei farmaci: un tabù, una materia su cui si legge poco anche sui giornali. Eppure si tratta di una voce determinante nel costo complessivo della sanità. Servirebbero confronti “scientifici” con l’estero, al di là di quelli casuali che mostrano  a ciascuno di noi che in Italia, nella maggior parte dei casi, i farmaci costano di più che nel resto d’Europa. Soprattutto, andrebbe sviscerato il meccanismo della definizione dei prezzi, per capire come incidere “al ribasso”. Andrebbe anche capito come è possibile che in molti casi i farmaci “generici” costino più di quelli originali.

Al discorso sul prezzo dei farmaci si lega quello della famosa “centrale unica degli acquisti”, che potrebbe portare risparmi enormi nella spesa sanitaria.

Disabilità e non autosufficienza

Il nostro gruppo di lavoro sulla disabilità aveva ipotizzato l’adozione in Italia del modello tedesco di assicurazione obbligatoria. Tenendo conto della grande crisi economica (2008 e seguenti),  avevamo poi rinunciato a portare avanti la proposta a livello politico a causa della sua difficile sostenibilità finanziaria.

Da allora il problema della non autosufficienza si è aggravato a causa, in particolare, del dilagare dell’Alzheimer e delle altre forme di demenza (oltre un milione di italiani), per cui forse val la pena di riprovarci. E’ significativo il fatto che il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (in precedenza assessore alla Sanità), abbia rilanciato la proposta nel suo libro “Rivoluzione socialista”.

Le risorse necessarie

Per reperire le risorse necessarie senza un ennesimo aumento della spesa pubblica, è necessario ottenere una forte riduzione della evasione fiscale (superiore ai 150 miliardi annui) con una serie di misure fra le quali la più efficace sarebbe la certezza del carcere per i grandi evasori (vedi Usa e Germania).