Sblocco dei contratti della pubblica amministrazione. Taglio ai contributi per le partite Iva non iscritte agli ordini. Ancora bonus per insegnanti e professori. Contributi alle pensioni minime. Sono i titoli principali con i quali Matteo Renzi descrive la legge di Stabilità alla quale il governo sta cominciando a lavorare. Il presidente del Consiglio parla a Porta a Porta, nella registrazione della puntata che andrà in onda in serata. “Da sette anni – dice Renzi – i dipendenti pubblici hanno il contratto bloccato. Lavoriamo perché nella legge di Stabilità sia sbloccato il loro adeguamento salariale”. Il capo del governo aggiunge che “il bonus continuerà per gli insegnanti e i professori, sarà rinnovato: un piccolo contributo per formarsi. Se fai l’insegnante è giusto che lo Stato riconosca la tua funzione”. Poi il taglio dei contributi per le Partite Iva non iscritte agli ordini, “una platea – sottolinea Renzi – di 500mila persone” che potrà beneficiare di risparmi di circa 1000 euro.

E poi, appunto, le pensioni. Nella legge di bilancio ci saranno “due misure sulle pensioni: per dare chi ha più la mano sulla pensione minima” e trovare il modo di agevolare chi vuole andare in pensione prima, con uno scivolo o anticipo pensionistico, rinunciando a pochino”. “Tutti quelli – aggiunge – che sono arrivati a tre anni prima della pensione o attraverso anticipo pensionistico che costi un’inezia o con accordi privati potranno andare in pensione anticipata”. Renzi spiega che lo scorso anno la misura “di equità” è stata quella degli 80 euro, “quest’anno ci sarà un intervento di aiuto a chi prende poco di pensione e sarà nella legge di stabilità 2017. Quando si dice ‘intervento sulle pensioni’ vuol dire che metteremo più denari in tasca a chi di pensione prende poco poco”. Il presidente del Consiglio ha parlato di “una sorta di quattordicesima” da “circa 50 euro al mese“. Noi ragioniamo su una ipotesi del genere”. “A partire dal governo Prodi – ha spiegato – chi prende la pensione di meno di 750 euro al mese ha una sorta di quattordicesima, ragioniamo su un’ipotesi del genere”.

Quanto agli aspetti economici “nel rapporto tra deficit e Pil più o meno resteremo sul 2,3%-2,4% – dice Renzi – Non sforeremo il 3. E’ un fatto di credibilità e reputazione. Bisogna cambiare le politiche economiche e lo stiamo facendo, ma anche dire che è buonsenso che non ci si può più indebitare, non dobbiamo spendere i soldi dei nostri figli e nipoti perché non sarebbe serio”. Renzi prende ad esempio la Spagna che “cresce del 3%. Ma ha un deficit del 5%, che in Italia varrebbe circa 50 miliardi. Dessero a me 50 miliardi da dare ai cittadini o da ridurre le tasse, anche io avrei una crescita del 3%. Ma il problema è che quelli prima di noi hanno mangiato al ristorante e hanno lasciato da pagare. Per questo abbiamo il debito. E io non lo lascio da pagare a figli e nipoti“.

Poi la questione Monte dei Paschi: “Credo che ci sarà l’aumento del capitale – dice – Ci sono le condizioni perché si faccia e lo si faccia presto e con successo”. “Io non do consigli per gli acquisti – aggiunge – A Porta a Porta dissi che se un soggetto avesse voluto prendere Monte dei Paschi di Siena, avrebbe potuto farlo a condizioni ottime. E lo confermo oggi. Il Mps a mio giudizio, non ha soltanto un passato: ha un futuro”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “Noi siamo convinti che Monte dei Paschi possa reggere l’aumento di capitale. Io non ho dato consigli ai piccoli risparmiatori, mi riferivo all’acquisizione da parte di gruppi. Io credo che ci sarà l’aumento di capitale perché credo che ci siano le condizioni per farlo e farlo presto. Entro l’anno, secondo me. E questo consentirà a Mps di avere un futuro”. Sarà nel mese di ottobre? “Se nel mese di ottobre non tocca a me dirlo, toccherà al board del Monte dei Paschi”. Di certo “Monte dei Paschi è stato ridotto così da una politica impicciona, che era la sinistra di questo Paese”. “Ci sono quelli che immaginano grandi affari – conclude – nell’andarsi a comprare banche in giro per l’Italia, ad esempio in Puglia e non solo, e quelli che dicono che la politica non deve mettere bocca sulle banche: io dico questo”. In passato in Mps “ci ha messo bocca la sinistra ma non certo il Pd”. Ora, secondo il capo del governo, anche grazie alla riforma delle Popolari, “la politica non mette più bocca nelle banche”.

Renzi ha parlato anche del terremoto nel Lazio e nelle Marche e soprattutto al progetto Casa Italia per la messa in sicurezza degli edifici nelle zone a rischio sismico. “Il problema non sono i soldi – dichiara il capo del governo – Ci sono, bisogna spenderli bene ed evitare che la gente ci mangi sopra, che siano fatti interventi a capocchia. Non ho detto cifre, non inizierò a farlo adesso”. Renzi però torna a fare appello “a tutte le forze politiche dico: la smettiamo di litigare su questo, litighiamo su tutto, sulla legge elettorale o altro, ma non sul progetto Casa Italia. Possiamo fare un percorso bipartisan tutti insieme. Su Casa Italia, scegliendo i migliori, si può dimostrare che siamo i numeri uno sull’emergenza ma anche sulla prevenzione”.