Incostituzionale, discriminatoria, illegittima. La scelta del governo di Matteo Renzi, che ieri ha approvato per decreto (quindi con carattere di urgenza) una proroga dei pensionamenti solo per i vertici della Suprema Corte, del Consiglio di Stato, della Corte dei conti e dell’Avvocatura dello Stato, fa infuriare i magistrati. Una protesta unitaria, quella delle toghe, che bollano la norma come “viziata da profili di illegittimità costituzionale” perché “produce chiare situazioni di disparità di trattamento”. Ad affermarlo è l’Associazione nazionale magistrati che “auspica un immediato ripensamento nell’interesse dell’intera magistratura, disorientata e quantomeno sdegnata da questa politica dei due pesi e due misure e di tutti i cittadini, i quali con difficoltà comprenderanno le ragioni di questa scelta”.

“La scelta del Governo di prorogare con decretazione d’urgenza, per un altro anno, il trattenimento in servizio solo di alcuni dei magistrati che sarebbero andati in pensione il prossimo dicembre – si legge nel testo integrale della nota diffusa dall’Anm – appare inaccettabile sotto diversi aspetti. Oltre a dimostrare una scarsa lungimiranza nella politica giudiziaria, produce chiare situazioni di disparità di trattamento, è viziata da profili di illegittimità costituzionale, che saranno certamente fatti valere da chi non beneficerà della norma, e crea, per la prima volta nella storia repubblicana, la distinzione, peraltro decisa dall’Esecutivo, tra magistrati di serie A e magistrati di serie B. Si tratta di un provvedimento che, come tutti gli atti legislativi destinati a pochi, pone in essere un grave vulnus costituzionale”.

Ma non è solo l’associazione guidata da Piercamillo Davigo a protestare contro la scelta del governo. “Siamo sconcertati dal fatto che la netta opinione espressa dall’Anm contro la proroga dei termini massimi di permanenza in servizio – inutile e foriera di gravi ingiustizie – sia stata del tutto ignorata dal Governo”, fanno sapere dal coordinamento di Area, che riunisce le correnti di sinistra della magistratura. Area chiede all’Anm di “reagire con fermezza a questa umiliazione, di proclamare lo stato agitazione e di chiedere con urgenza un incontro con il Ministro della Giustizia Orlando”. Secondo Area la decisione del governo, “già sordo alle puntuali critiche” dell’Anm, “interviene in spregio alla contraria opinione chiaramente espressa dalla magistratura associata, in tutte le sue componenti, ed appare come un rimedio improvvisato ed inutile – a beneficio di pochi – ad una riforma attuata nel peggiore dei modi, facendo inutile sfoggio di una logica di vuoto rinnovamento”.

Pollice verso nei confronti della decisione del governo arriva, però, anche da un’altra corrente della magistratura. “Ancora una volta si interviene con provvedimenti speciali che non risolvono i problemi della giustizia”, fanno sapere da Magistratura Indipendente. “Il provvedimento adottato dal Governo – spiegano – non appare in alcun modo giustificato: la Corte di Cassazione non è l’unico ufficio giudiziario gravato da arretrato e non è certo salvando dal pensionamento qualche decina di magistrati che l’arretrato sarà eliminato, specie in relazione alla circostanza che i magistrati prorogati sono solo quelli con funzioni direttive”.