Sono stato di persona all’Istituto omnicomprensivo di Amatrice lo scorso 12 luglio, a prendere servizio in qualità di docente di Storia e Filosofia con titolarità provvisoria presso il locale liceo scientifico, perfino sprovvisto di un nome.

Premetto di non essere un ingegnere e di non capire assolutamente nulla di materiali, di edifici, di strutture antisismiche e di avere quindi un’ignoranza assoluta su questi temi, che non hanno niente a che vedere con i miei campi di specializzazione. Dal basso di questa mia ignoranza, posso solo dire che l’edificio del liceo scientifico, inaugurato nel settembre 2015, perfino al mio occhio da totale neofita ricordava un brutto container antisismico: basso e largo, col solo piano terra.

Un'immagine della nuova sede, chiaramente anti-sismica, del liceo scientifico di Amatrice.
Un’immagine della nuova sede del liceo scientifico di Amatrice.

Completamente differente dall’adiacente costruzione della scuola elementare, parte dello stesso omnicomprensivo, che richiamava al contrario un’idea di liberty nella sua architettura elegante e protesa verso l’alto, con una bellissima doppia scala elicoidale interna che collegava il pian terreno con i piani superiori.

Non ho idea di quale fosse il materiale con cui è stato costruito il liceo scientifico, ossia il “container”, ma parlandone con la giovanissima vice-preside ho avuto conferma che fosse un edificio estremamente caldo, sia d’inverno che, in modo insopportabile, d’estate. Questo aspetto aveva risolto uno dei problemi del precedente edificio adibito fino al 2015 a liceo scientifico, un grande palazzo in stile umbertino costruito su viale Padre Giovanni Minozzi, a dire della collega “impossibile da riscaldare in inverno”.

Infatti, tutte le attività amministrative e gli stessi esami di riparazione si svolgevano nell’adiacente edificio della scuola elementare. Questo edificio, oggi tristemente noto alle cronache nazionali, è appunto quello ricostruito e inaugurato il 13 settembre 2012, e miserabilmente crollato in seguito al terremoto.

La domanda che pongo è forse fastidiosa nella sua semplicità: gli amministratori di Amatrice come hanno potuto pensare che l’edificio liberty della scuola primaria fosse idoneo al territorio sismico di Amatrice, quando l’edificio del liceo scientifico era così smaccatamente differente nella sua conformazione piatta e bassa, non a caso rimasto integro dopo il terremoto? Se me ne sono accorto io della loro enorme differenza estetica, come mai a nessun tecnico, a nessun ingegnere, a nessun geometra del Comune è sorto un dubbio?

Termino con una nota personale: gli esami di riparazione del liceo scientifico di Amatrice sono stati sostenuti, per un caso molto fortunato, nel mese di luglio e non, come accade di norma, nell’ultima settimana di agosto. Altrimenti ci saremmo ritrovati tutti lì, nell’edificio liberty crollato, a lavorare nei giorni del terremoto, e credo che questa piccola consapevolezza autorizzi me e gli altri colleghi docenti di Amatrice ad avere delle risposte precise.

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