Il produttore americano di moto Harley-Davidson ha messo in vendita 340mila marmitte inquinanti e per questo dovrà pagare una multa di 15 milioni di dollari. Il Dipartimento di Giustizia americano e la US Environmental Protection Agency (Epa), la stessa che ha fatto esplodere il Dieselgate su Volkswagen, hanno annunciato di aver raggiunto un accordo con l’azienda, che dovrà anche smettere di vendere tubi di scarico che aumentano l’inquinamento atmosferico e non rispettano gli standard di emissione stabiliti dal “Clean Air Act“. I dispositivi illegali sono noti col nome “super turners” e di fatto aumentano le emissioni di idrocarburi e ossidi di azoto delle moto. L’azienda dovrà spendere 3 milioni di dollari per un progetto di sostituzione delle marmitte, in modo da ridurre le emissioni inquinanti.

Secondo Repubblica, gli Stati Uniti hanno accusato l’azienda di aver venduto 12mila moto prive di certificazione Epa e di non aver ammesso ufficialmente di aver falsato i dati sulle emissioni delle marmitte. Harley-Davidson ha comunque accettato di pagare dichiarandosi “in buona fede” e definendo la multa “un buon compromesso con Epa, ma non un’ammissione di alcuna responsabilità“. A riguardo si è espresso anche il capo della divisione ambiente e assistente del segretario alla giustizia, John Cruden: “Vista l’importanza di Harley-Davidson nel mercato, questo è un passo molto significativo verso il nostro obiettivo di fermare la vendita di defeat device illegali”.

Ora, entro il 23 agosto, Harley-Davidson deve fermare la vendita negli Stati Uniti delle marmitte illegali e impegnarsi a riacquistare gli esemplari difettosi dai concessionari per distruggerli. Secondo l’azienda, tuttavia, il dispositivo dedicato alle competizioni è stato venduto e considerato legale negli Usa per almeno due decenni. Ed Moreland, capo degli affari governativi dell’azienda, ha aggiunto: “Possiamo concentrarci sul futuro e sull’innovazione di prodotto, invece che su una battaglia prolungata con Epa”.