Era già un intrigo internazionale, con il diplomatico nordcoreano che scompare nel nulla a luglio senza dare notizie di sé per un mese. Magari per mano di sicari del crudelissimo Kim Jong-un.  Invece si rivela una straordinaria storia di fuga dal regime. Protagonista Thae Yong Ho, alto diplomatico di stanza a Londra che per 10 anni è stato vice ambasciatore nordcoreano a Londra e responsabile della promozione dell’immagine del suo paese in Gran Bretagna. Iniziano a circolari voci sul diplomatico “scomparso” proprio quando aveva raggiunto il limite della sua carriera. Ricostruzioni dietrologiche accreditavano il peggio quando a far luce sulla vicenda sono state direttamente le autorità della Corea del Sud.  “Il ministro diplomatico Thae TYong Ho recentemente è arrivato in Repubblica di Corea con la moglie e i figli”, ha spiegato il portavoce del ministero dell’Unificazione Joeng Joon-hee secondo il quotidiano. “E’ – ha aggiunto – ora in custodia da parte del governo”. L’esponente dell’amministrazione sudcoreana non ha voluto fornire dettagli né sulle motivazione addotte dal diplomatico per la defezione né sul percorso che ha seguito per arrivare in Corea del Sud.

TYong Ho ha dunque disertato per rifugiarsi a Seul, ma perché ora? Non aveva mai dato segni di contestazione o insofferenza per il regime di Kim Jong Un. Era stato anche accompagnatore del fratello del dittatore nordcoreano a un concerto di Eric Clapton. Tuttavia qualche motivazione in più sul suo gesto può essere tratta da una testimonianza pubblicata oggi dalla Bbc online. Steve Evans, corrispondente del network britannico a Seoul, descrive Thae come suo “amico” e racconta di averlo visto l’ultima volta in un ristorante a Londra mentre mangiava un piatto al curry. “Mi disse che sarebbe tornato a Pyongyang quest’estate alla fine della sua carriera come diplomatico della Repubblica popolare democratica di Corea, come chiama la Corea del Nord. E non mi diede alcun segno che lui e la sua famiglia avessero deciso di non tornare”, premette Evans. “Ma – continua – lui sembrava così ‘British’. Sembrava così a casa. Sembrava così ‘middle-class’, così conservatore, così elegante, così a suo agio nella città”. Da quanto racconta Evans amava giocare a tennis al tennis club a Ealing e i figli frequentavano le scuole britanniche. Uno di loro si è laureato in economia e sanità pubblica presso un’università Gb. Insomma, ligio abbastanza da non dare troppo nell’occhio, ma troppo “British” per tornare in Corea del Nord.