Dall’89 l’accoppiata Warner Bros – DC Comics ha prodotto altissima qualità con 2 Batman firmati Tim Burton, la trilogia di Christopher Nolan e si era rimessa in carreggiata con Man of Steel. Tutto il resto preso dai supereroi di carta zoppica non poco. Basti pensare all’alfiere dei flop Lanterna Verde. Dopo un discutibile Batman V Superman criticato pure da Jeremy Irons (nei panni di Alfred) e qualche eroe in costume rimesso a nuovo per la televisione, l’accoppiata di giganti ci riprova con Suicide Squad, la banda di supercattivi chiamati dall’esercito a contrastare eventuali capricci distruttivi di Superman o chi per lui. Già da un anno girano foto e video per portare l’attesa alle stelle. Sembra abbia funzionato ma il film vero e proprio è sempre tutt’altra partita.

Al cinema dal 13 agosto, nelle oltre due ore di azione, humour e proiettili di qualsiasi calibro i precedenti di questi nuovi antieroi emergono in maniera inevitabilmente didascalica seppur accattivante. Siamo abituati, come con gli Avengers, a supereroi dove ognuno, o quasi, viene da uno o più film che già ne hanno tracciato un percorso. Insomma, in questa nuova cavalcata con il nuovo Joker di Jared Leto i personaggi sono tanti, ma non troppi come si dice in giro. Sono state poche le maglie narrative, o meglio troppo pochi i film a precederli. Il buco che si percepisce viene da un passato dove i vari DC-movies rimangono scollati al più in mini-saghe sempre troppo lontane tra loro. Insomma, si sente forte e da tanto tempo l’assenza di un piano pluriennale organizzato come quello Marvel, e questo Suicide Squad seppur furbamente ammiccante sa un po’ di compiti fatti di fretta sul banco prima che suoni la campanella.

Al netto di queste riflessioni, David Ayer, regista e sceneggiatore, mette insieme un cast di altissimo livello. Personaggi e interpretazioni si amalgamano il giusto. Su tutti spicca questa pazza, pazza Harley Queen di Margot Robbie. Fulminata e fulminante con le sue uscite arriva una femme fatale del tutto inedita, un’arma sexy con battute al vetriolo che sarà nuova icona delle teenager, viste le numerose cosplayer che popolavano anche l’anteprima romana. Capobranco è Will Smith. Fa un killer, prezzi da capogiro ma tiratore fenomeno che vorrebbe riabilitarsi agli occhi della figlia delusa. La sua saggezza in polvere da sparo è tipica del fumettone e saprà farsi piacere. Sempre che non detestiate qualche pennellata di buonismo passata ad arte tra battute da duri e botte da orbi. Piccola nota su un abbraccio al sacco dopo un paio di colpi d’allenamento sferrati in cella. Fa pensare al suo Oscar per l’interpretazione di Muhammad Ali. Un sentito omaggio?

Il tanto acclamato Joker invece compare poco. È vero quel che si dice sulla sua marginalità. E alla fine il cattivo da sgominare non è neanche lui. Il boss dalla chioma verde costruito da Leto va forte, peccato che la sua presenza sia narrativamente determinante come quella di un giocatore che entra all’ottantottesimo. Lo vedremo senz’altro in futuro per altre peripezie contro Batman. Questi col faccione di Ben Affleck si conferma invece come nemesi in qualche comparsata. Ma il bravo attore ha emanato molta più energia in tanti altri ruoli a viso scoperto.

La regia di Ayer poteva fare qualcosa di più per la sua banda degli onesti in stile post-punk che sbriga tutto in una lunga notte metropolitana. C’è un’oscurità non incisiva come nei 5 Batman di cui sopra, il montaggio veloce t’interrompe i brevissimi flashback sul passato di questi ragazzacci proprio quando vorresti saperne di più. Neanche su Joker si scherza, tanto che già si parla di tagli importanti al personaggio. È uscita da poco la versione homevideo di Batman V Superman con una mezz’ora in più che sta facendo ricredere molti detrattori. Chissà se la Warner userà la stessa carta anche qui. Ad ogni modo l’idea di un manipolo di cattivi resi buoni da un ricatto rispetta quel rimestare nel torbido che caratterizza il lato oscuro, il migliore, della DC Comics.

Quanto alla colonna sonora, una delle prime forze del film, ci sono 14 brani assortiti tra rap, rock e riadattamenti di vecchi successi. Su tutti la Bohemian Rhapsody rifatta dai Panic! at the Disco e I Started A Joke dei Bee Gees, qui performata dal lirismo dei Confidential MX. Sono solo supereroi, se andate a vederli rilassatevi senza aspettarvi il capolavoro e vi divertirete.
@FranceDiBrigida