Lo annunciò subito dopo la sentenza di assoluzione per quelli che secondo l’accusa sarebbero stati i suoi complici. E oggi Rudy Guede, ivoriano di 29 anni che si è sempre dichiarato innocente, ha chiesto la revisione del processo con cui è stato definitivamente condannato a 16 anni di reclusione per l’assassinio di Meredith Kercher. Per la giustizia italiana ha ucciso da solo la studentessa inglese massacrata la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre 2007 nella sua casa di Perugia. Anche se la sua condanna recita “omicidio in concorso“. Guede avrebbe avuto dei complici, che dunque sono tuttora ignoti.

L’istanza è stata depositata stamani alla Corte d’appello di Firenze dai suoi difensori, gli avvocati Tommaso Pietrocarlo e Monica Grossi. Lo ha reso noto l’ufficio stampa di Guede. La revisione è stata chiesta per quello che i legali considerano un contrasto di giudicati con la sentenza della Cassazione arrivata il 27 marzo 2015, che ha assolto in via definitiva Raffaele Sollecito ed Amanda Knox. E infatti, già all’indomani di quel verdetto, Guede – che sta scontando la pena nel carcere di Viterbo dopo la decisione dalla Corte d’assise di appello di Perugia (giudizio poi confermato in Cassazione) – aveva anticipato l’intenzione di chiedere la riapertura del processo: “Sono il condannato impossibile. Sono complice di un omicidio senza colpevoli. Voglio arrivare alla revisione del processo”.

L’obiettivo dei legali è quello di ottenere un’assoluzione “per non avere commesso il fatto”. Lo ha detto all’Ansa l’avvocato Pietrocarlo. Un iter giudiziario che si presenta comunque complesso. L’istanza di Guede, condensata in una quindicina di pagine, dovrà prima superare il vaglio dell’ammissibilità da parte della Corte d’appello di Firenze alla quale è stata presentata oggi. Una decisione è attesa non prima della fine del mese. Se la decisione fosse positiva per Guede verrà quindi celebrato un nuovo processo. L’ivoriano si è sempre proclamato innocente per l’omicidio. Il 25 giugno scorso, dopo 9 anni, è uscito per la prima volta dal carcere Mammagialla per un permesso premio di 36 ore (guarda).

“Io e Amanda Knox siamo innocenti e non eravamo sulla scena del crimine. Abbiamo una posizione totalmente diversa da quella di Rudy Guede. Quello che dice non mi interessa”: Raffaele Sollecito ha commentato così la notizia dell’istanza di revisione. “Conosco gli atti e tutta la vicenda – ha ribadito Sollecito rispondendo all’Ansa – quello che fa Guede non ha senso. Le sue tracce sono sulla scena del delitto, ha raccontato bugie e l’alibi che ha sostenuto di avere ha finito per metterlo in cattiva luce. Dopo avere trovato Meredith morente è andato in discoteca per poi fuggire in Germania. Questi sono i fatti”. “Sono contento che Guede abbia chiesto la revisione – ha invece sottolineato il padre di Raffaele, Francesco Sollecito – mi farebbe piacere fosse concessa e gli venisse aggravata la condanna inflitta. Più volte – ha concluso Francesco Sollecito – abbiamo denunciato le bugie di Guede”.