Nei 12 anni di consulenza per l’Ama, il 2015 per Paola Muraro, l’assessore all’ambiente della giunta Raggi, è quello più remunerativo. In quell’anno infatti ha incassato 115mila euro lordi per il suo ruolo da referente Ipcc degli impianti, ma ha ricevuto altri 165mila euro lordi per una consulenza tecnica di parte. Proprio la Muraro menziona questo incarico nel suo intervento sul blog di Beppe Grillo: “La mia consulenza nella controversia contro il proprietario della discarica di Malagrotta, Cerroni, ha prodotto per Ama, l’azienda municipalizzata che gestisce i rifiuti, un risparmio pari a 900 milioni”. Un incarico ricevuto nel 2014 su indicazione dei vertici dell’azienda, in quel periodo c’era già Daniele Fortini come presidente, ma l’uomo forte era Giovanni Fiscon, direttore generale di Ama poi coinvolto nell’inchiesta Mafia Capitale e ora a processo. Fiscon è diventato direttore generale nell’aprile 2013, e prima era stato dirigente e direttore di esercizio. Paola Muraro ha avuto il compito, insieme ad un altro consulente Giovanni Pizzolla, di rappresentare l’azienda nell’ambito di un contenzioso in corso con il Colari, il consorzio dell’avvocato Manlio Cerroni, patron della discarica di Malagrotta, degli impianti Tmb e del tritovagliatore di Rocca Cencia, in queste settimane proposto da Muraro come soluzione alla crisi rifiuti scatenando proteste e polemiche anche perché c’erano soluzioni alternative. Il contenzioso era un arbitrato che alla fine ha visto Colari perdente. I due tecnici hanno affiancato un pool di avvocati, messo in campo da Ama per evitare di soccombere nel lodo milionario. Il consorzio di Cerroni aveva chiesto all’Ama 900 milioni di euro per la mancata sottoscrizione di un contratto per l’uso degli impianti Tmb che avrebbe causato il mancato utilizzo del gassificatore di Cerroni.

Nel lodo arbitrale, al pool di avvocati prescelto da Ama, guidato da Gianluigi Pellegrino, si affiancano, su indicazione dei vertici aziendali, Pizzolla e proprio Muraro. “Vengo incaricato dal presidente Fortini – ricorda l’avvocato Pellegrino – dopo una prima pronuncia che sembrava preludere ad una condanna di Ama. Abbiamo vinto sulla base dell’affermazione in diritto che non c’era nessun danno arrecato al Colari”. Sul ruolo dei tecnici, Pellegrino aggiunge: “ Muraro era stata coinvolta perché c’erano alcuni aspetti tecnici relativi al gassificatore, ma che nell’economia della sentenza finale sono rimasti sullo sfondo”. In conclusione l’Ama riesce ad aggiudicarsi il lodo ed evita il tracollo finanziario. Nello stesso periodo Muraro svolgeva anche la consulenza annuale in Ama, quella iniziata nel 2004 e terminata a giugno 2016 incassando nei 12 anni un milione e 136mila euro. La consulenza tecnica, quindi, è solo l’ultimo incarico ricevuto. Anche nel 2014 Muraro riceve 107mila euro lordi per la consulenza principale, ma anche altri 30mila euro per ‘attività complementari’. Sul suo passato da consulente, Muraro dal blog di Grillo chiarisce: “Mi faccio i conti in tasca: corrisponde a una media di 90.880 euro l’anno al lordo di tasse, previdenza, assicurazioni e spese per lo svolgimento dell’incarico. Considerando le ore prestate per la mia attività professionale si ottiene un compenso lordo pari a 76 euro al giorno. Vi sembra una cifra folle”. In realtà svolgeva nello stesso periodo anche altre consulenze.

Nel suo curriculum compare anche una consulenza dal 2002 al 2005 con Impregilo e con altre società private. Tra queste anche una consulenza con Bioman dal 2010 al 2012, società la Bioman che nel 2013 vince in Ati con altre aziende un appalto proprio per Ama. Bioman, correndo da sola, nel 2016 si aggiudica un nuovo affidamento. Bisogna precisare che Muraro in Ama non si è mai occupata di gare, ma il curriculum è denso di interessi in conflitto e di consulenze, spesso, prestate nello stesso periodo. Basti pensare che mentre era in Ama e in Bioman, era consulente anche di Sogenus spa, dal 1996 al 2012, ultimo compenso da 30mila euro lordi. E da quando è diventata consulente dell’azienda romana è stata consulente anche di Eureco spa, della struttura commissariale della regione Lazio, della provincia di Frosinone e forniva la sua assistenza alla direzione tecnica di Federambiente. Un’esperienza che al momento non è servita a ripulire la città, ma che alimenta polemiche e indebolisce l’assessorato tra i più decisivi per il rilancio di Roma con le opposizioni che chiedono le dimissioni di Muraro che incassa la difesa della sindaca Virginia Raggi.