L’intercettazione è strabiliante. Dimostra che l’algoritmo messo a punto per rispondere esattamente ai quiz, fare un passo importante verso la vittoria del concorso, arruolarsi in “ferma volontaria quadriennale” nell’Esercito e nella Marina, e puntare dritti verso il posto fisso nelle forze armate o di polizia, veniva dettato a mo’ di lezione a intere classi di scuole private. Sono le 11.40 del 26 giugno scorso. Gli studenti di una scuola di preparazione ai concorsi nel napoletano sono in ascolto. Parla S. V., uno della cricca degli indagati. Viene messo in viva voce.

S. V: “Allora mi sentite ragazzi, ragazzi mi sentite, pronto mi sentite, mi sentite adesso?… Allora ragazzi la cosa è semplice basta, tutto si basa su quattro numeretti, da dove vengono fuori questi numeretti, i numeretti vengono fuori dal numero uno quindi il primo numero viene fuori dal numero della domanda a cui stiamo rispondendo è un numero crescente che va dal 1 a 116 perché sono 116 domande, anche le 16 facoltative di inglese, quindi ricaviamo il primo numero dal numero della domanda a cui stiamo rispondendo ad esempio stiamo rispondendo alla 18 segniamo il numero 18, il secondo numero viene fuori dal numero della scheda estratta, quei giorno il presidente di commissione dice è stata estratta la scheda numero 17 e segniamo 17, il terzo numero è un incognita vi viene fornita la sera prima e vi verrà detto “ il treno sarà sul binario ad esempio numero 5″ e voi tenete in mente questo numero, il quarto numero viene fuori dalla somma delle lettere che compongono la prima parola della domanda precedente non successiva a quella che stiamo rispondendo…”….

L’algoritmo è complicato, la lezione è lunga e ve ne risparmiamo il prosieguo. La trascrizione integrale è nelle carte dell’inchiesta condotta dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Finanza di Napoli, agli ordini del colonnello Giovanni Salerno, e coordinata dal pm di Napoli Stefania Buda. Una delle tante indagini sui concorsi truccati nelle forze armate che da mesi impegnano gli uffici inquirenti partenopei. A dicembre i pm Giancarlo Novelli e Valter Brunetti hanno chiesto e ottenuto l’arresto di tre finanzieri che promettevano l’ingresso nelle Fiamme Gialle in cambio di cospicue somme di denaro; a maggio l’arresto di un carabiniere infedele e accusato di essere una spia della camorra – inchiesta del pm Maria Di Mauro – lambisce l’ex segretario di un generale, indagato e perquisito alla ricerca di prove su interventi nei concorsi per entrare nell’Arma; nei giorni scorsi la Procura di Napoli Nord ha arrestato due ufficiali, tra i quali un finanziere già indagato e messo ai domiciliari a dicembre dai colleghi del capoluogo. E altre inchieste bollono in pentola.

Sulle scrivanie dei pm c’è la fotocopia di un articolo de Il Mattino dell’8 giugno: parla del concorso per selezionare 559 allievi di polizia, segnala che ben 194 candidati hanno risposto esattamente a tutte le 80 domande, e la stragrande maggioranza di loro sono campani. Forse non è una coincidenza. Di questo “concorsone” parlano al telefono alcuni indagati, i toni sono preoccupati. Ce n’è abbastanza per parlare di una epidemia di investigazioni che scoperchiano un malcostume diffuso e una cultura deviata alla radice: aspiranti tutori della legge che vogliono diventarlo imbrogliando e commettendo un reato. Ossimori viventi. Aiutati in questo percorso truffaldino da militari, ufficiali e sottufficiali che hanno a disposizione determinate scuole di preparazione al concorso. Scuole che col tempo hanno conquistato la fama di essere “i canali giusti” per vincere i concorsi e ottenere il posto fisso. E dove si può impunemente “dettare” una lezione su come rispondere esattamente ai test senza studiare.

La Finanza sta lavorando su nove concorsi indetti dal luglio 2015 in poi. Due bandi di reclutamento di ferma volontaria di un anno nell’Esercito; il concorso per la ferma quadriennale relativo alla “lezione” in viva voce sull’algoritmo (uno dei più appetiti); il concorso di settembre 2.015 per 490 allievi marescialli del ruolo ispettori dell’Arma dei carabinieri; il concorso per 1050 allievi carabinieri in ferma quadriennale riservato ai volontari delle forze armate; un altro concorso per il reclutamento di carabinieri, 1.096 allievi in ferma quadriennale; il concorso per allievi agenti della Polizia Penitenziaria; il concorso per gli agenti della Polizia di Stato di cui scrive Il Mattino; un concorso per 605 allievi marescialli in Guardia di Finanza. Praticamente i concorsi per tutte le divise che dovrebbero difendere la legge dello Stato.

Gli incroci tra le diverse indagini napoletane hanno stabilito che esiste una rete sul territorio in grado di accedere a notizie riservatissime sui bandi e sulle domande dei test. Non siamo di fronte a cialtroni che spillano denaro come il Totò di Lascia di Raddoppia che suggeriva diversi cavalli a diversi scommettitori per poi andare a incassare la provvigione da colui che vinceva la puntata. Siamo invece davanti a un “sistema”: con ruoli e gerarchie, in grado di assicurare il “risultato”. Nelle telefonate intercettate si fa spesso riferimento “ad amici a Roma” dai quali “sarebbero arrivate notizie”. In altre conversazioni si fa riferimento all’algoritmo. Che funziona per passare i test (e dunque presupporrebbe agganci con chi scrive le domande e i software di valutazione). Ma l’algoritmo, da solo, non è garanzia di arruolamento. Lo sa bene N. F., intercettato con C. F., uno dei mediatori. N. F. ha “acquistato” per 6.000 euro la formula. Non ha ottenuto un punteggio sufficiente a conquistare la ferma perché le altre prove non sono andate benissimo. Infatti, come è chiaro nel corso della telefonata, N. F. non ha comprato “il pacchetto completo” da 50.000 euro, l’unico che assicura il percorso netto fino alla vittoria. Ora però ci sono debiti da onorare. L’intercettazione del 13 aprile scorso.

C. F. Stammi a sentire, quello sta venendo da me perché vuole quello che si era pattuito
N. F. No, ma papà non ti sta negando nulla, e che sicuramente, cioè ovviamente noi non sappiamo se sono dentro o fuori.
C. F. Allora, tu vai a fare le visite?
N. F. Sì
C. F. Punto, questo mi interessa. Che significa dentro o fuori, dentro o fuori che cosa?
N. F. Che supero.
C. F. Ma tu credi.,….tu hai superato i test. A noi, noi abbiamo comprato la formula per il test, non abbiamo comprato il tutto. Hai capito Nicola?
N. F. E sì, ma che lo tengo la formula del test, cioè…
C. F. Ma tu senza quella cosa, dove andavi, spiegami… .senza quella formula tu dove andavi?
N. F. Non avrei fatto assolutamente nulla, ma pure ora ho un punteggio che io non vado da nessuna parte.
C. F. Ma allora, … io devo mantenere I’impegno, vedi a me la cosa, questo mi sta..mi dispiace adesso.

(…)

C. F. Allora fermati un attimo, una raga… un ragazzo, un ragazzo che e andato l’altro ieri ha preso sessanta. ..ha preso sessanta, che significa? Che la cosa ha funzionato, che poi il resto qualcosa se l’aveva studiato, allora se tu mi dicevi, Ciro, io sono, scusa il termine che dico, un asino perché non ho studiato niente, dicevo N. non fare un cazzo, perché ti pigli un brut….un voto basso. Te l’ho detto questo? Questo è solo un paliativo, è per aiutarti a pigliare qualcosa in più, giusto?
N. F. Sì C. ma se quel ragazzo deve ringraziare San Rocco, non sa… non lo so chi deve ringraziare, ma è scontato che papà spende… io spendo 6.000 euro ma con la sicurezza di entrare, cioè non avrei mai speso 6.000 euro per fare solo i quiz.
C. F. No, no. Gli accordi erano solo i quiz.
N. F. Allora sicuramente non ci siamo capiti.